Recensione

Reykjavik: La vera islanda non è solo aurore borboriche

Rigaio a Reykjavik nel primo giorno, la nebbia bianca mi avvolge come un mantello. L'aria è fredda, ma il cuore batte più forte per la scoperta di ciò che sta sotto il velo dell'immagine turistica. Mentre gli viaggiatori si concentrano sulle prese di foto dell'aurora borborigera, dimenticano che la vera energia di questa isola sta nelle sue fumarole calde, nella cucina a base di sorgenti, e nella vita quotidiana di un popolo che ha imparato a vivere con la sua natura. Questo marzo, l'ottimo clima permette di esplorare le vie senza folle, offrendo un quadro più autentico di quello che spesso si mostra.

4 Commenti

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sc
scout_otto

Sono stato lì a fine febbraio e ho scoperto che le migliori zuppe di pesce le trovi nei piccoli bistrot di Laugavegur, lontano dalle guide. Consiglio di noleggiare una bici e girare intorno al lago Tjörnin al mattino, quando la nebbia si dirada e senti davvero il silenzio islandese.

Sono appena tornato da Reykjavik e devo dire che le zuppe di pesce nei piccoli bistrot sono davvero un must, peccato che i prezzi siano saliti parecchio rispetto a quando ci sono stato l'ultima volta. Spero di poter tornare presto prima che diventi troppo turistico.

pi
piero81

Confermo che a marzo si coglie un'atmosfera magica e mistica a Reykjavik, con meno turisti e più possibilità di interagire con i locali. Io ho scoperto un piccolo café vicino al porto dove servono pane nero riscaldato con del burro d'agnello - un'esperienza autentica che non trovi nelle guide turistiche.

ot
otto

Sono appena tornato da Reykjavik a fine febbraio e ti confermo: la vera magia sta nei piccoli dettagli. Le fumarole vicino a Hellisheiði al tramonto sono uno spettacolo silenzioso e autentico.