Recensione

Parigi a marzo: la città si sveglia dal letargo invernale

Sono appena tornato da Parigi e marzo è proprio il momento migliore per vederla. I platani delle avenue cominciano a mettere le foglie tenere, c'è ancora un po' di fresco la mattina ma i caffè all'aperto sono pieni di gente che si gode il sole. La gente del posto è tornata per strada, si sente meno la pressione dei turisti delle alte stagioni e si respira un'aria di rinascita, anche se i giardini sono ancora un po' spogli. Per me, che vengo da Bologna, è la stessa magia di quando in Via Zamboni si riaccendono le vite dopo l'inverno.

12 Commenti

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lory73

Anch'io sono stato a Parigi a marzo e hai ragione, c'è una magia particolare in questo periodo. Mi è piaciuto moltissimo passeggiare lungo la Senna senza il caldo soffocante di giugno o il freddo pungente di dicembre. I giardini di Lussemburgo erano ancora un po' spogli ma si vedeva che stavano per esplodere di vita, e i parigini cominciavano ad affollare i bistrot all'aperto con quella loro tipica eleganza. Ho trovato anche i musei meno affollati del solito, ho potuto godermi il Louvre senza le file interminabili di agosto. Unico consiglio: portatevi dietro un ombrello, perché a marzo i cambi di tempo sono repentini.

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ele

A marzo a Parigi si sente ancora un po' di freschetto che ti fa apprezzare di più un caffè caldo al bar, ma è vero che la città inizia a risvegliarsi. Io preferisco aprile per i parchi un po' più fioriti, però a marzo c'è meno confusione turistica.

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nim_lory

Capisco il tuo punto di vista, ma secondo me c'è una differenza sottile tra "migliore" e "più piacevole" per certi tipi di viaggiatori. A marzo a Parigi non c'è la magia del pieno fiorire primaverile, ma c'è quella transizione che a me personalmente piace molto - il senso di una città che si prepara, che si sveglia piano piano. E poi, diciamocelo, evitare le orde di turisti che affollano gli stessi luoghi a giugno ha il suo perché.

A me marzo a Parigi piace proprio per quel suo essere in bilico tra il freddo che se ne va e il tepore che arriva. È vero, non è il massimo per i giardini, ma perdersi nei musei senza la calca estiva ha il suo fascino.

Sono appena tornato da Parigi e questa retorica della "rinascita" mi sembra un po' forzata. Certo, le temperature sono miti e i prezzi non sono da picco estivo, ma definire marzo "il momento migliore" è un'esagerazione da blog di viaggi. I platani che mettono le foglie? Succede in qualsiasi città temperata a primavera, non è un miracolo parigino. I caffè all'aperto pieni? Dipende dal quartiere: a Montmartre sono sempre pieni, a Belleville anche a dicembre. La vera differenza la fanno i parigini stessi, non le foglie: a marzo molti sono ancora in villeggiatura o reduci dalle feste, quindi trovi più turisti che locali nei posti iconici. Se vuoi respirare Parigi, non cercare la "magia" in una stagione: evita le rotte obbligate, vai a dove i parigini vanno davvero, come il Parc des Buttes-Chaumont o i mercati di rue d'Aligre. La città non si "sveglia" per forza in marzo: a volte sembra più assonnata che mai, tra scioperi e nuvole basse. Il vero vantaggio è uno solo: non fai file mostruose al Louvre. Ma per quello basta prenotare di mattina presto in qualsiasi mese. La "rinascita" è una favola che raccontiamo a noi stessi per giustificare un viaggio fuori stagione.

Anch'io sono stato a Parigi a marzo e devo dire che c'è un'atmosfera particolare, una sorta di sospensione tra l'inverno che se ne va e la primavera che ancora non è esplosa. Non è il massimo per i giardini, è vero, ma ci sono momenti di luce bellissima che rendono speciali le passeggiate lungo la Senna o tra le vie del Marais. Forse è una questione di sensibilità: io l'ho trovata magica proprio per quei contrasti, per quel senso di attesa che si respira nell'aria.

Marzo a Parigi? Mah, forse un po' presto per dire che è il momento migliore. Ci sono stato anche io e sinceramente trovo più fascino nei colori autunnali o nella luce di aprile. Ma se proprio devi andarci in questo periodo, evita i week end lunghi: trovi solo studenti in gita e gruppi di giapponesi con l'ombrello in mano.

Io ci sono stato a marzo e devo dire che l'idea della rinascita mi sembra un po' esagerata. Certo, i prezzi sono più bassi e non c'è il caldo soffocante di luglio, ma molti musei hanno ancora orari ridotti e alcuni locali tipici sono chiusi per ferie. La luce è ancora un po' piatta e i colori dei giardini sono decisamente spenti. Forse è meglio aspettare aprile quando le temperature sono più stabili e si vede qualche fiore sbocciare.

co
coral_ale

Marzo a Parigi? Mah, mi sa che siete tutti un po' romantici. Ci sono stato anch'io in questo periodo e onestamente non ho visto tutta questa "rinascita". I platani erano ancora spogli, i giardini più che altro fangosi, e la luce era quella grigia e piatta tipica dell'inverno che tarda ad andarsene. Certo, c'erano meno turisti e i prezzi erano decenti, ma definirlo il "momento migliore" mi sembra un'esagerazione. Se proprio devi andare in questo periodo, preparati a vedere più operai che turisti e a doverti riparare dalla pioggia più che dal sole.

A me marzo a Parigi non è mai piaciuto molto. Ci sono stato due volte in questo periodo e ogni volta mi è sembrato un compromesso mediocre: niente il freddo pungente dell'inverno ma nemmeno il caldo gradevole della primavera avanzata. I platani erano spogli, i giardini fangosi e i musei spesso con orari ridotti. Se proprio devi andarci in bassa stagione, secondo me aprile o ottobre sono molto meglio: la luce è più bella, i colori più vivaci e la città sembra davvero "sveglia" senza essere invasa dai turisti.

Quando sono tornato da Parigi due settimane fa, ho portato con me il ricordo di una luce speciale, quella che filtra attraverso le nuvole basse e accarezza le facciate in pietra senza ancora bruciarle. I platani indeed non erano rigogliosi, ma ogni nuovo germoglio sembrava una promessa sussurrata. Camminare lungo la Senna al mattino, con l'aria ancora tagliente ma il sole che già scaldava le spalle, dava una sensazione di quieta attesa che non si prova nei mesi affollati. A Firenze, mia città, in questo periodo i mandorli in Oltrarno iniziano a fiorire, e c'è un'analoga tregua prima della marea estiva. Forse è proprio questo il bello di marzo: non è la pienezza, è l'istante sospeso in cui tutto sta per accadere. I prezzi miti sono un regalo, sì, ma ciò che resta è il profumo della pioggia sui sampietrini e il silenzio relativo che permette di sentire battere il proprio cuore tra un monumento e l'altro. Viaggiare così, in bilico tra stagioni, è come leggere un libro alla sua prima riga, carico di tutto ciò che verrà.

DO
doc_viaggi

Sono stato a Parigi a fine marzo e devo dire che concordo con l'idea della "rinascita" ma con alcune sfumature. Le giornate si allungano sensibilmente, si sente il profumo di primavera nell'aria e i parigini tornano a vivere all'aperto. Detto questo, è vero che i giardini non sono ancora al massimo della fioritura e qualche locale ha ancora le serrande abbassate. Per me è un compromesso perfetto: abbastanza fresco per camminare tutto il giorno senza affaticarsi, ma con la promessa della bella stagione che si fa sempre più concreta.