Qualcuno ha provato il sushi a Osaka in primavera? Le mie avventure (e disavventure)
Sono appena tornato da Osaka, dove ho deciso di fare il grande test del sushi primaverile 🍣🌸.
Il mio volo è partito da Bologna con la testa piena di consigli su "evitate agosto", ma ho pensato "che c’è di male in aprile?".
Appena arrivato, mi sono ritrovato a fare la fila per un ristorante di sushi che sembrava più un tempio: luci soffuse, foto di chef in kimono e un cartello "Solo per veri intenditori".
Ho ordinato il classico nigiri, ma il cameriere mi ha servito una porzione talmente piccola che ho quasi dovuto usare una lente d’ingrandimento.
Il primo morso? Un’esplosione di sapore, ma anche di sorpresa: il pesce era così fresco che quasi mi ha salutato con un “konnichiwa”. 😅
Poi è arrivato il miso soup, ma il brodo era più limpido di una bottiglia d’acqua di fonte, così ho dovuto aggiungere un po’ di salsa di soia per dare carattere.
A metà pasto, un turista con la macchina fotografica gigante ha iniziato a filmare il nostro tavolo, chiedendo se il sushi fosse "Instagrammabile".
Ho risposto che l’unica cosa più fotografabile era la mia espressione quando il mio conto è arrivato: 3000 yen per 10 pezzi, un vero colpo di scena!
Il risultato? Ho finito il sushi con una leggera sensazione di rimorso e una voglia di correre al negozio di ramen più vicino.
In conclusione, il sushi a Osaka in primavera è un’esperienza da provare, ma porta sempre con te una buona dose di umorismo e, se possibile, una carta di credito più spessa.
E se vi capita di essere in viaggio, ricordatevi di non sottovalutare mai le porzioni: a volte la piccolezza è segno di qualità, altre volte è solo una trovata da influencer.
Buon viaggio a chi ama le avventure culinarie, e non dimenticate di prenotare il tavolo con anticipo, soprattutto se siete turisti impreparati come me! 😊