Cuzco primavera: itinerario per Machu Picchu e mercato locale
Cuzco in primavera è ideale per combinare Machu Picchu e il mercato locale: clima mite, colori vivaci e giornate lunghe. Sto organizzando il viaggio per la prossima settimana di marzo e ho messo a fuoco un itinerario che copre le tappe più importanti senza perdersi in troppe lunghe trasferte. Il punto di partenza è sempre Lima: i voli internazionali arrivano lì, poi prendo un volo interno per Cuzco che dura poco più di un’ora. Il prezzo è sorprendentemente contenuto se prenoto con qualche settimana di anticipo, ma è comunque la spesa più rilevante del tragitto. Una volta atterrato, il primo giorno mi dedico a acclimatarmi: dormo in un ostello del centro storico, faccio due passeggiate leggere nella Plaza de Armas e bevo molto coca, così da limitare il mal di montagna. Il budget complessivo del viaggio lo classificherei come medio: alloggio in strutture semplici ma pulite, pasti in taverne locali e trasporti pubblici. Non sto cercando lusso, ma nemmeno avventure a costo zero. Il giorno successivo parto per il sito archeologico di Machu Picchu. La logistica più usata è il treno da Ollantaytambo a Aguas Calientes; la stazione di Ollantaytambo è raggiungibile con un bus locale che parte dalla terminal di Cuzco più volte al giorno. Il viaggio in bus dura circa due ore e attraversa una valle mozzafiato, quindi lo consiglio di prenderlo per godersi il panorama. Il treno è confortevole, ma le code per i biglietti possono essere lunghe in primavera, specialmente se non si prenota con anticipo. Da Aguas Calientes, una breve corsa in bus porta direttamente al punto di accesso al sito. Per esplorare Machu Picchu servono almeno tre ore, ma se si vuole fare anche il sentiero a Huayna Picchu è meglio prevedere un’intera giornata: il percorso è impegnativo, l’ascensore di corda è spesso chiuso per manutenzione e le foto scattate dal punto più alto sono l’unico vero premio. Dopo due giorni di visita, il ritorno a Cuzco avviene con lo stesso treno, ma programmo di scendere a Poroy anziché Ollantaytambo per una breve escursione a piedi nella zona di Sacsayhuamán, così da spezzare la monotonia del viaggio di ritorno. L’ultimo giorno riservo al mercato locale: il Mercado de San Pedro è una tappa obbligata, ma il mio suggerimento è di deviare verso il piccolo mercato di San Jeronimo, meno turistico e più autentico. Lì si trovano prodotti freschi, artigianato di qualità e qualche bancarella di quinoa biologica che raramente compare nelle guide più commerciali. Un “must” è anche la visita al banco di frutta secca: comprando una piccola confezione di noci di macadamia locali si ottiene una snack energetico perfetto per le escursioni successive. Una delusione che ho riscontrato è la gestione dei bagagli nei treni: le carrozze di classe economica hanno scaffali limitati, e spesso gli oggetti più grandi devono essere posizionati fuori dalle porte, il che rende difficile muoversi durante il viaggio. Un piccolo trucco è quello di avvolgere la valigia in una copertura impermeabile e fissarla con delle cinghie elastiche; così resta ben salda anche quando il treno fa curve brusche. Nel complesso, per vivere al meglio la primavera a Cuzco, consiglio di tenere libere le mattine dei primi giorni per l’acclimatamento, di prenotare il treno con anticipo ma di lasciarci un margine di flessibilità per eventuali cambi di orario, e di non trascurare i mercati più piccoli: sono quelli che raccontano davvero la vita quotidiana della città. Con un budget medio, una settimana è più che sufficiente per combinare la magia di Machu Picchu e l’autenticità del mercato locale senza sentirsi pressati dal tempo.