Sicilia in primavera: ostelli low cost, cibo da urlo e treni che non fan male
Sicilia in primavera è un affare che ti fa risparmiare e ti fa mangiare bene, senza le folle di agosto.
Sono partito da Bologna in treno, il Frecciargento mi ha portato a Palermo in circa 9 ore, ma il prezzo era più basso del previsto e i posti erano comodi, niente sbandamenti.
A Palermo ho trovato il “Hostel Gatto Nero”, a 15 euro a notte, letti in dormitorio con aria condizionata – una bomba per chi viaggia zaino in spalla.
Da lì ho preso un treno regionale verso Cefalù; i treni qui non fan male, partono puntuali e i biglietti si comprano alla biglietteria con pochi euro di differenza rispetto all’online.
A Cefalù l'ostello “Mare Blu” è a 12 euro, camera condivisa, cucina comune e una vista sul mare che ti fa dimenticare il prezzo.
Il cibo è stato il vero colpo di scena: arancini fritti al banco del mercato per 1,50 euro, pane e panelle a 2 euro al chiosco di via Ruggero Settimo, e una granita di limone fatta in casa per 1 euro.
A Catania ho provato il “Hostel La Casa”, un locale vecchio ma pulito, 13 euro a notte, con una piccola cantina dove si condividono consigli sui treni regionali.
Il punto forte è la flessibilità: i treni regionali ti permettono di saltare da una città all’altra senza prenotazioni a lungo termine, così puoi cambiare itinerario al volo se scopri un festival locale.
In sintesi, primavera in Sicilia è perfetta per chi vuole spendere poco, mangiare roba buona e spostarsi con treni che non ti lasciano a piedi.
Evita le agenzie turistiche, compra i biglietti in stazione e affidati al passaparola degli ostelli: è l’unico modo per vivere davvero l’isola.