Albania nascosta: le spiagge che le guide non mostrano
Le spiagge nascoste dell’Albania sono davvero spettacolari e fuori dai circuiti turistici più frequentati. Sto pensando di organizzare un viaggio di una settimana a fine primavera, quando il clima è mite e le acque cominciano a scaldarsi senza la folla estiva. Il budget si colloca più verso la fascia economica, con la possibilità di alzare leggermente se si vuole un alloggio più confortevole o qualche cena a base di pesce fresco in ristoranti di zona.
Per arrivare, il volo più comodo è quello per Tirana, spesso con scalo in una capitale europea. Dall’aeroporto si prende un autobus diretto verso Saranda; il percorso dura circa quattro ore e il paesaggio lungo la costa è già di per sé un’anteprima di quello che si troverà più a sud. Una volta a Saranda, la soluzione più flessibile è noleggiare uno scooter: è poco più costoso di un taxi, ma permette di raggiungere spiagge isolate in pochi minuti senza dipendere dagli orari dei bus locali, che sono piuttosto irregolari verso le zone più remote.
Le spiagge da non perdere includono la piccola cala di Borsh, accessibile solo percorrendo un sentiero poco segnalato sopra un vecchio mulino; la sua sabbia dorata è quasi intatta e l’acqua cristallina è perfetta per una nuotata tranquilla. Un altro gioiello è la baia di Gjipe, dove una roccia a forma di arco crea una zona d’ombra naturale. Entrambe richiedono una camminata di circa mezz’ora da parcheggio, ma la ricompensa vale lo sforzo.
Il tempo consigliato per vedere queste perle è di cinque o sei giorni, così da non correre e potersi fermare a godere del tramonto senza fretta. Una delusione da tenere in conto è la scarsa presenza di servizi igienici: molte spiagge non hanno bagni pubblici e, se non si è preparati, può diventare scomodo. Un suggerimento poco citato nelle guide è quello di portare con sé una borraccia filtrante e qualche snack confezionato; le fontane sono rare e i piccoli negozi di gastronomia aprono solo nel pomeriggio, quindi è meglio avere una riserva di energia per la mattina.
Infine, un trucco non scritto sui libri è quello di fare un breve giro in barca dal porto di Saranda verso le isole vicine di Ksamil al tramonto; la luce dorata illumina le scogliere e rende l’esperienza di una spiaggia nascosta ancora più magica. In sintesi, con una pianificazione attenta, pochi soldi e una buona dose di curiosità, è possibile scoprire un’albania di sabbia e mare che le guide mainstream hanno quasi dimenticato.