Leh (India) guida low cost per trekking primaverile
Leh in primavera è ideale per trekking low cost: clima asciutto, sentieri già aperti e spese davvero contenute. Sto a Bologna e ho già scaricato i voli per Delhi, il volo interno per Leh è l’unica parte “costa un po’ di più”, ma è l’alternativa più pratica rispetto al lungo viaggio in bus da Manali, che richiede più giorni e dormicchi in ostelli a pagare un po’ più. Una volta a Leh il trasporto è semplice: i bus locali ti portano a Pangong o a Nubra, il passaggio in auto condivisa costa poco e ti permette di risparmiare su carburante e taxi. Per il trekking è meglio puntare su 5‑7 giorni: due per acclimatarsi a Leh, tre‑quattro sui passi come Stok Kangri o il circuito di Markha, e un giorno di riposo o visita al monastero di Hemis.
Il budget è decisamente “economico”: ostelli base, pasti da dhaba e trasporti condivisi tengono la spesa bassa. Un aspetto negativo è l’aria rarefatta: l’acclimatazione è lenta e qualche giorno in più a riposo potrebbe rovinare l’itinerario se non si è pronti. Un’altra delusione è la connessione internet: molte zone sono senza segnale, quindi non si può contare su mappe live per tutto il percorso.
Un consiglio che non trovi nelle guide è di comprare una borraccia da 1 L in una delle bancarelle di Leh e riempirla nei piccoli punti di rifornimento d’acqua alle basi dei trekking; così si risparmia un bel po’ sui costi dell’acqua in bottiglia e si ha meno plastica da portare. Inoltre, porta sempre con te qualche bustina di tè chai locale: è più economico, ti scalda subito e ti fa fare amicizia con i trekker che lo preparano nei rifugi. In sintesi, con un po’ di flessibilità, qualche giorno extra per acclimatarsi e l’astuzia della borraccia, è possibile fare trekking a Leh in primavera senza spendere una fortuna.