Socotra Yemen: itinerario avventuroso tra draghi di sangue e spiagge
Socotra è un itinerario avventuroso tra draghi di sangue e spiagge, e sì, lo si può organizzare in una settimana di primavera. Io sono partito da Palermo con un volo low‑cost verso Dubai, da lì un collegamento diretto a Hadibo, l’aeroporto di Socotra, che parte quasi ogni due giorni. Non esistono treni o autobus interni: il modo più pratico per spostarsi è noleggiare un 4×4 con un autista locale, perché le strade sono sabbiose e spesso irregolari. Con un budget medio si riesce a gestire il viaggio; è possibile tenere i costi bassi scegliendo guesthouse gestite da famiglie e cucinando occasionalmente con prodotti del mercato.
Il tempo ideale per coprire le principali attrazioni è di cinque‑sei giorni: due dedicati ai dracofiti di Dhin Dah, un giorno per la baia di Qalansiyah con le sue acque turchesi, e un paio di giorni per le spiagge di Hoq e la foresta di Dibang. Un punto debole è la connettività: il segnale mobile è sporadico e le interruzioni di corrente capitano più spesso di quanto le guide suggeriscano, perciò è difficile aggiornare foto in tempo reale.
Un trucco poco citato è chiedere ai pescatori di Hoq di fare da guida verso la piccola laguna nascosta a sud‑ovest della baia, dove si può nuotare tra le barriere coralline quasi senza turisti intorno. Portare un caricatore solare e una borraccia termica è quasi obbligatorio, perché l’energia elettrica non è garantita e le temperature possono variare notevolmente tra il mattino fresco e il pomeriggio rovente. In sintesi, Socotra offre un’avventura autentica, ma richiede un po’ di adattamento e una buona dose di spirito d’esplorazione.