Oaxaca in 5 giorni: mercati, mezcal e cucina tradizionale
Oaxaca in 5 giorni è un itinerario ricco di mercati, mezcal e cucina tradizionale, perfetto per chi vuole assaporare l’autenticità messicana. Scrivo da Milano in una fresca mattina di marzo, con la mente già proiettata verso la Valle del Mezcal.
Il budget si colloca nella fascia medio‑economica: un volo intercontinentale con una compagnia low‑cost, un volo interno o un autobus notturno verso Oaxaca e alloggio in un ostello o un piccolo boutique hotel in centro. Una cena a base di mole in un ristorante di quartiere non supera una spesa che si può definire ragionevole, mentre una degustazione guidata di mezcal in una palenque meno turistica può sorprendere per il costo, ma vale l’esperienza.
Come arrivare? La via più veloce è volare da Milano a Città del Messico, poi prendere un volo domestico diretto a Oaxaca; in alternativa, un volo per la capitale e un autobus notturno “ADO” di buona qualità porta in città in circa otto ore. Una volta a Oaxaca, il centro è facilmente percorribile a piedi; per spostamenti più lunghi (Monte Albán, San Bartolo Coyotepec) si usano i “colectivos” rosso‑gialli che partono dalle stazioni periferiche con prezzi contenuti, o i taxi condivisi. Un noleggio di uno scooter per due giorni è un’opzione per chi vuole maggiore libertà.
Cinque giorni sono sufficienti per coprire i punti salienti: giorno uno dedicato al Mercado 20 de Noviembre e al Mercado de Abastos, giorno due alla visita di Monte Albán, giorno tre a una lezione di cucina per imparare a preparare le tlayudas, giorno quattro a un tour dei distillatori di mezcal nei villaggi di Santiago Matatlán e San Dionisio, giorno cinque a esplorare i laboratori di artigianato di barro negro e a gustare le chapulines nei bar di strada. Un ritmo rilassato permette di assaporare i sapori senza correre.
Un aspetto negativo da tenere a mente è la forte affluenza di turisti nei mercati durante il fine settimana, che rende più difficile trovare posti a sedere e può gonfiare i prezzi dei prodotti più “touristici”. Inoltre, la rete elettrica a volte è instabile nelle zone più remote, quindi è consigliabile portare una power bank.
Un consiglio che non compare nelle guide più commerciali è quello di recarsi al mercato di Abastos molto presto, intorno alle sei del mattino, quando i produttori locali scaricano il pescato del giorno e le verdure sono al massimo della freschezza. In quel momento i venditori sono più disponibili a parlare della provenienza dei loro ingredienti e a offrire piccoli assaggi gratuiti di salse tradizionali. Portare una borsa riutilizzabile evita di dover comprare sacchetti di plastica, gesto apprezzato dai venditori.
Con queste indicazioni, cinque giorni a Oaxaca si trasformano in un’immersione profonda nella cultura gastronomica, senza sorprese eccessive e con la possibilità di scoprire dettagli che le solite brochure lasciano fuori.