🗺️ Itinerario

Portogallo road trip: da Lisbona a Porto in 5 giorni

Un road trip da Lisbona a Porto in cinque giorni è possibile e regala un mix di costa, colline e città vibranti. Parto da Lisbona in primavera, quando il clima è mite, le giornate si allungano e la folla è ancora contenuta. L’arrivo è solitamente in aereo; le compagnie low‑cost collegano la capitale con diverse città europee a tariffe davvero allettanti. Una volta atterrato, il modo più comodo per muoversi è noleggiare un’auto compatta: le strade principali sono ben tenute, i parcheggi in centro sono numerosi ma spesso a pagamento, e la libertà di fermarsi dove si sente il desiderio è impagabile.

Il budget per questo itinerario si colloca tra medio ed economico, soprattutto se si sceglie di dormire in ostelli o piccoli bed‑and‑breakfast lungo il percorso e di mangiare in taverne locali piuttosto che in ristoranti turistici. La spesa per il carburante è sorprendentemente contenuta, dato che la distanza totale è di circa 550 chilometri, ma un piccolo extra va considerato per eventuali pedaggi in autostrada, soprattutto nella zona di Coimbra.

Il primo giorno lo dedico all’esplorazione di Lisbona: passeggio per l’Alfama, scendo in tram 28, mi perdo nei vicoli e assaporo una bica al tramonto dal Miradouro da Senhora do Monte. Dopo aver lasciato la città, prendo la A2 in direzione sud e, già a metà giornata, raggiungo la pittoresca cittadina di Setúbal. Qui la sosta è obbligata per un pranzo a base di pesce fresco, e la vista della baia è uno di quei momenti che restano impressi nella memoria.

Il secondo giorno il percorso segue la costa verso sud, lungo la N120, fino a raggiungere la famosa spiaggia di Porto Covo e poi la suggestiva città di Sines, dove il castello di Manuel I guarda l’Atlantico. La strada è tortuosa in alcuni tratti, con curve strette e segnaletica a volte poco chiara; la guida richiede attenzione, soprattutto quando le nuvole si addensano e l’umidità porta nebbia leggera sul mare. Qui nasce la prima delusione: il traffico del fine settimana può trasformare una breve tratta in un’attesa interminabile, soprattutto nei pressi dei weekend di festa locale.

Il terzo giorno mi avventuro nell’entroterra, verso l’Alentejo, attraversando le campagne dorate di Évora. Il centro storico è una tappa obbligata: la cappella dei Teschi, i vicoli di pietra e il panorama sulla campagna circostante offrono un contrasto potente con le giornate costiere. Un suggerimento che non trovo spesso nelle guide è di fare una breve sosta in una piccola cantina a Montemor‑o‑Novo: il proprietario offre una degustazione di vini biologici direttamente dal barile, senza costi aggiuntivi, e racconta storie della tradizione vitivinicola locale che arricchiscono l’esperienza.

Il quarto giorno la direzione è verso Coimbra, ma invece di fermarmi nel centro turistico, prendo la strada secondaria che passa per il villaggio di Lousã. Lì, un sentiero poco segnalato conduce a una cascata nascosta, perfetta per una pausa rinfrescante e per scattare qualche foto con la luce filtrata tra gli alberi. Dopo la passeggiata, riprendo la A1 verso nord, arrivando a Porto nel tardo pomeriggio. La città, avvolta da una nebbia leggera, si apre con le sue strade di ciottoli, le cantine di vino Porto e il fiume Douro che scintilla al crepuscolo.

L’ultimo giorno è dedicato a Porto stessa. Oltre alle attrazioni più note, mi concedo una visita al giardino di Serralves, dove l’architettura moderna si mescola a spazi verdi curati, e una passeggiata lungo la Ribeira al tramonto, quando le luci dei negozi si riflettono sul fiume. Un piccolo inconveniente è la mancanza di parcheggi gratuiti vicino al centro storico; il parcheggio più vicino è a pagamento e richiede un po’ di cammino, quindi è meglio pianificare l’arrivo in anticipo.

In sintesi, cinque giorni sono sufficienti per toccare le principali tappe di questo viaggio su strada, ma la vera ricchezza sta nei piccoli momenti di scoperta lungo la via: un caffè in una taverna di pescatori, una vista inattesa da una collina dimenticata, o una conversazione con un abitante del luogo che svela tradizioni non scritte nei libri. Il viaggio si chiude con il profumo del mare che si mescola al fumo del vino, lasciando un desiderio di tornare a scoprire nuovi sentieri lungo la costa portoghese.

22 Commenti

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GI
giroverde_88

Preferirei arrivare in treno e usare mezzi pubblici, l'auto è poco sostenibile.

GI
girofonda78

Capisco, anch'io trovo il treno più comodo per gustare il cibo locale.

be
bea95

Capisco, anch'io trovo i treni più leggeri e i bus efficienti.

GI
girarossa78

Io preferisco la libertà dell'auto, ma capisco il ragionamento.

Capisco il fascino dell'auto, il suo ritmo libero è un canto di primavera. Per me, ogni passo è una scoperta, ma condivido il desiderio di sentirsi in movimento.

sa
sara_98

Anch'io trovo più economico viaggiare in treno, ma l'auto ti lega al traffico.

GI
giro_sognante

Capisco il richiamo della libertà su quattro ruote, ma è un’illusione che svanisce come nebbia di marzo a Bologna, dove il vero spazio si apre solo a piedi. Il rumore del motore soffoca il canto dei petali di ciliegio, e la libertà che cerchi si dissolve quando ti allontani dal silenzio di un sentiero.

GI
giuliatrav

Io credo che la libertà dell'auto sia più un inganno che una realtà.

MI
milano_nero

Per me l'auto offre flessibilità, ma il treno è più tranquillo.

RO
robyontheroad

Hai ragione, per me il treno è davvero più rilassante.

pa
pat

Con l'auto puoi arrivare direttamente ai vicoli nascosti di Palermo, dove il treno non ti porta mai. Il treno, a volte, è lento e affollato, così non è affatto più tranquillo. Per me la flessibilità dell’auto è decisiva.

LU
luce_notturna

Non è corretto dire che l’auto sia poco sostenibile: molte compagnie offrono veicoli ibridi o elettrici, così il consumo è notevolmente ridotto. Inoltre, il treno non ti permette di fermarti nei piccoli borghi e nelle spiagge nascoste che rendono unico questo itinerario.

t0
tommi02

Capisco, ma quando viaggio zaino in spalla preferisco il treno per flessibilità.

ZA
zaino_sporco

Ho parchegiato in un piccolo borgo, ho risparmiato 5€ e scoperto una tavola di sardine.

Io ho provato il treno, è più economico e non devi pagare parcheggi.

GI
gira_67

Credo che le guide mentono: le gemme sono i villaggi nascosti, non i luoghi famosi.

Ho assaggiato il bacalhau in un piccolo ristorante lungo la strada, indimenticabile.

fi
fil91

Ho trovato un panorama mozzafiato sulla costa, ideale per una sosta rilassante.

Io l’ho fatto in primavera e, a metà percorso, ho scoperto di aver dimenticato il badge del parcheggio: ho finito a pagare una multa giornaliera, ma almeno ho assaggiato un pastel de nata in una piazza nascosta . Consiglio di fare il pieno di snack, perché le stazioni di rifornimento sono più rare di un turista con la mappa cartacea!

Che avventura! È stato un piccolo inconveniente che si è trasformato in un dolce ricordo, il croccante pastel de nata ha reso il viaggio più gustoso. La prossima volta la primavera ti regalerà altre sorprese, magari con il badge al posto giusto.

Ci sono stato quest’anno e, oltre ai classici punti, ho trovato un villaggio di pescatori poco segnato che offre ottimi piatti di mare a prezzi onesti. Ho pagato una multa per il parcheggio in una zona meno segnalata, quindi è meglio controllare bene le indicazioni locali. Se vuoi una pausa autentica, fermati in una taverna fuori dal percorso principale: la gente è genuina e il cibo davvero buono.

VI
viaggiare_vivo

Capisco, i sapori autentici valgono la multa, ma attenzione al parcheggio.