Rajasthan in 5 giorni: deserti, palazzi e cucina
Rajasthan in 5 giorni è possibile ma solo se si accetta un ritmo serrato e qualche compromesso. Parto in marzo, quando il caldo è già evidente ma le piogge non hanno ancora iniziato a disturbare gli spostamenti. Il budget ideale è medio: volo internazionale verso Delhi, sistemazione in guesthouse di media categoria, pasti tra street food e ristoranti locali; chi vuole risparmiare può dormire in dormitori di ostelli, chi invece punta al lusso può scegliere boutique hotel a Jaipur e Jodhpur. Arrivare è semplice: l’aeroporto di Delhi è ben collegato con voli europei, da lì un treno rapido per Jaipur taglia la distanza in circa cinque ore. Da Jaipur a Jodhpur il treno notturno è l’opzione più comoda, mentre per il deserto di Jaisalmer un autobus locale è economico ma poco puntuale, quindi conviene partire la sera prima per non perdere la notte in viaggio.
Il programma tipico prevede due giorni a Jaipur per il Forte Amber, Hawa Mahal e una visita al mercato di Bapu, un giorno a Jodhpur per il Mehrangarh e la cittadella di Bishnoi, e due giorni a Jaisalmer: una notte in campo desertico e una visita al forte di sabbia. Quindi in totale servono cinque giorni pieni, ma è necessario sacrificare il tempo per approfondire le tradizioni artigianali o le escursioni nei villaggi rurali.
Una delusione comune è la scarsa qualità del servizio igienico nei bagni pubblici dei mercati: spesso non c’è acqua corrente e l’odore è indescrivibile, quindi è meglio portare salviette igieniche e una piccola bottiglia di igiene. Un altro punto negativo è il traffico caotico di Jaipur nel pomeriggio: le strade si intasano e i rumori dei clacson diventano assordanti.
Un consiglio che le guide non menzionano spesso è quello di prenotare un dhaba familiare a Bikaner per la cena del terzo giorno, arrivando poco prima del tramonto; il proprietario ti servirà dalari di lenticchie speziate e un pane appena sfornato, e ti darà anche una mappa disegnata a mano dei punti di ritiro delle biciclette a noleggio per esplorare i dintorni senza spendere un capitale. Infine, portare un filtro d’acqua portatile è una mossa astuta: l’acqua del rubinetto è potabile nelle grandi città, ma nei villaggi può risultare imprevedibile e il filtro salva la spesa e il mal di stomaco.