Rajasthan: itinerario di 7 giorni tra deserti, fortezze e cucina
Rajasthan in una settimana è fattibile se si accetta un ritmo serrato: partendo da Jaipur, passando per Jodhpur e Udaipur, fino a Jaisalmer, si riesce a toccare deserti, fortezze e le specialità culinarie più autentiche.
Il viaggio parte solitamente con un volo internazionale verso Delhi, poi un breve volo interno o un treno express per Jaipur; il treno è più lento ma regala scenari di campi di grano e villaggi. Una volta arrivati, noleggiare un'auto con autista è la soluzione più pratica: le strade secondarie non sono sempre ben segnalate e il traffico di Muqams (mini camion) può sorprendere. Per gli spostamenti più brevi, gli autobus locali sono economici ma spesso sovraffollati.
Il budget si colloca tra medio e un po’ alto, a seconda delle scelte di alloggio: ostelli in case tradizionali (havelis) per risparmiare, boutique hotel in palazzi ristrutturati per concedersi un po’ di lusso, e i ristoranti di strada per i pasti più economici. Un pasto di street food a Jaipur può costare meno di un euro, mentre una cena in un ristorante di cucina reale supera di gran lunga quella media.
Il tempo necessario è esattamente sette giorni; se si vuole includere anche una notte nel deserto di Sam una tappa in più è indispensabile, ma altrimenti il programma si può completare senza sacrificare le principali attrazioni. È consigliabile partire presto al mattino per le visite ai forti: le ore più calde dell’afternoon sono meglio impiegate per una pausa tè o per esplorare i bazar.
Un aspetto negativo è la qualità dell’acqua potabile fuori dalle grandi città: le bottiglie di plastica sono ovunque, ma il filtro domestico non è sempre affidabile. La difficoltà più grande è la gestione dei bagagli in treno: i depositi sono poco organizzati e spesso bisogna tenere d’occhio le proprie valigie, soprattutto nelle carrozze di terza classe.
Un consiglio poco citato nelle guide è quello di chiedere al personale dell’hotel di prenotare una “khichdi” a base di lenticchie e riso in un ristorante vegetariano poco frequentato da turisti; è un piatto semplice ma raro da trovare fuori dalle case locali, e il sapore è sorprendentemente ricco di spezie della regione. Inoltre, portare sempre una power bank solida è indispensabile: le prese elettriche nei piccoli mercati sono spesso rotte, e il telefono è l’unico strumento per traduzioni rapide e navigazione offline.