Matera in 2 giorni: Sassi, cucina e arte contemporanea
Matera in due giorni è assolutamente gestibile: i Sassi, la cucina tradizionale e le proposte d’arte contemporanea si inseriscono in un weekend intenso senza sentirsi affrettati. Parto dalla stazione di Bari, dove prendo il treno regionale verso Bari Centrale e poi la Frecciargento fino a Matera; in alternativa il bus diretto da Bari a Matera è frequente e parte anche dal terminal di Capolinea, ideale per chi vuole risparmiare. Una volta arrivati, la zona dei Sassi è pedonale, quindi camminare è l’unico modo pratico; per spostarsi tra le varie mostre d’arte contemporanea e i ristoranti più lontani, un noleggio di scooter per una giornata risulta comodo e poco costoso.
Il budget si colloca più verso il medio: l’alloggio in un B&B nel centro storico è più accessibile rispetto agli hotel di lusso, mentre i ristoranti tipici offrono menù con piatti di pane di Matera, orecchiette e carne di pecora a prezzi ragionevoli. Le visite ai Sassi sono gratuite, ma l’ingresso a una delle sedi della Galleria d’Arte Contemporanea richiede un biglietto singolo con una tariffa sorprendente più alta rispetto a quella di mostre simili in altre città del Sud, una piccola delusione per chi spera di spendere poco.
Il primo giorno dedico la mattina ai percorsi panoramici dei Sassi, passando per la Casa Grotta di Vito Civile e la Chiesa di San Pietro Barisano; nel pomeriggio mi fermo al mercato di Piazza Vittorio per assaggiare la focaccia ripiena di verdure locali. La sera, al ristorante che si nasconde dietro la porta di un vecchio mulino, ho provato il "cappone di Agnello", un piatto poco pubblicizzato nelle guide ma molto apprezzato dagli abitanti.
Il secondo giorno è tutto dedicato all’arte contemporanea: la nuova sede del MUSMA, appena riaperta dopo ristrutturazione, ospita installazioni immersive che ruotano ogni quattro mesi; un altro spazio meno conosciuto è la galleria underground sotto il Palazzo Lanfranchi, accessibile solo tramite prenotazione telefonica, dove artisti emergenti espongono opere su supporti riciclati. Dopo aver attraversato il quartiere modernista, mi concedo una pausa caffè al bar di un ex monastero, dove il caffè è servito in tazze di terracotta, una chicca che raramente appare sugli itinerari standard.
Il tempo necessario è di due giorni pieni, con una mattina dedicata ai Sassi, un pomeriggio all’arte e la sera alla cucina tradizionale; il secondo giorno segue lo stesso ritmo, ma è consigliabile partire al mattino presto per evitare le code in alcune mostre. Un aspetto negativo è la segnaletica poco chiara nei pressi dell’ingresso al MUSMA, che a volte costringe a chiedere indicazioni ai locali. Un consiglio pratico è quello di chiedere al personale del B&B di prenotare una visita guidata privata ai Sassi al tramonto: la luce è spettacolare e si evita l’affollamento di gruppo, un segreto che pochi turisti scoprono da soli.