Cartagena (Colombia) 5 giorni: storia, spiagge e cucina caraibica
Cartagena (Colombia) in 5 giorni è un mix riuscito di storia, spiagge e cucina caraibica, se si organizza bene il tempo. Sto pensando di partire a fine marzo, quando le temperature sono calde ma non ancora afose e il flusso turistico è più gestibile rispetto all’alta estate. Il budget può variare: con ostelli in centro, pasti nei mercati e trasporti pubblici si può viaggiare in modo economico; scegliendo boutique hotel nel quartiere Getsemaní e ristoranti di fronte al mare il costo sale a una media medio‑alta, ma resta accessibile rispetto a destinazioni più costose del Caribe.
Il volo più comodo è quello diretto verso l’aeroporto Rafael Núñez, con collegamenti da molte capitali sudamericane e da alcune città europee. All’arrivo il modo più rapido per il centro storico è il taxi ufficiale, ma c’è anche una navetta di linea che costa poco e passa vicino al Castello di San Felipe. Per spostarsi in città, la rete di autobus Transcaribe copre bene i quartieri principali; per le strade acciottolate della città murata è più pratico camminare o noleggiare una bici elettrica, che si può trovare in diversi punti senza difficoltà. Un’ora al giorno è sufficiente per visitare le fortezze coloniali, la Cattedrale di Cartagena, il Convento de la Popa e poi scivolare verso la spiaggia di Bocagrande o la più tranquilla Playa Blanca, che è raggiungibile in barca veloce dal molo di La Bodeguita.
Un aspetto negativo è la presenza di truffe nei pressi delle attrazioni più famose: alcuni venditori offrono tour “esclusivi” a prezzi gonfiati e poi spariscono senza fornire il servizio. Un’attenzione speciale è necessaria anche per i piccoli borseggiatori nelle zone affollate del mercato di Bazurto. Un consiglio poco citato nelle guide è quello di andare al mercato di Café del Mar al tramonto, dove si possono acquistare “arepas de huevo” appena fritte da una bancarella con una ricetta di famiglia, e poi sedersi su una sedia di legno per gustarle davanti al mare, senza la folla dei turisti. Un altro trucco è chiedere al personale dell’ostello di prenotare un posto su un traghetto locale per le isole del Rosario, così si evita la fila alle prenotazioni online. In totale, cinque giorni permettono di assaporare la storia coloniale, rilassarsi su una o due spiagge e provare la cucina caraibica senza fretta, lasciando spazio anche a qualche imprevisto che rende il viaggio più autentico.