Città del Capo 5 giorni: escursioni, vino e cultura locale
Cinque giorni a Città del Capo bastano per combinare escursioni, degustazioni di vino e immersione nella cultura locale. Sto preparando il viaggio per la prossima primavera, perché il clima è già mite, i prezzi dei voli internazionali non sono più altissimi e gli alberghi di medio livello hanno ancora disponibilità. Il budget complessivo si colloca nella fascia media: si può viaggiare con un po’ di lusso senza spendere una fortuna, specialmente se si prenota il volo con anticipo e si sceglie un alloggio in zona centrale ma non turistico, così da risparmiare sui pasti e sulle uscite serali.
Per arrivare, la soluzione più semplice è un volo diretto dall’aeroporto di Bologna a Cape Town International, poi un trasferimento in taxi o in navetta prenotata verso il centro città. Una volta sul posto, il trasporto pubblico è abbastanza efficiente: la MyCiTi offre bus urbani con biglietti settimanali a buon prezzo, mentre la rete di minibus “taxis” è indispensabile per le gite fuori porta, soprattutto verso le vigne di Stellenbosch e le escursioni lungo la costa. Per le giornate più lunghe, affittare un’auto per un paio di giorni è pratico, ma è consigliabile prenotare con anticipo per evitare sorprese di disponibilità.
Il programma di cinque giorni può così essere così suddiviso: giorno uno per il centro storico, il “Company’s Garden” e il mercato di Greenmarket Square; giorno due per la Table Mountain, con la funivia e un breve trekking sul sentiero di Platteklip; giorno tre per una visita alle cantine di Constantia, dove si può degustare un vino bianco sudafricano poco conosciuto fuori dal paese; giorno quattro per l’escursione a Cape Point e la passeggiata tra le colonie di foche a Boulders Beach; giorno cinque per il quartiere Bo-Kaap, i murales colorati e una lezione di cucina di piatti tipici come il bobotie. Il tempo è più che sufficiente per assaporare queste esperienze senza correre, ma è importante tenere conto dei tempi di spostamento soprattutto nei giorni di gita fuori città.
Un aspetto negativo da considerare è la folla di turisti nella zona di Table Mountain durante i weekend di primavera: le code per la funivia possono durare più di un’ora e il parcheggio nei punti di partenza è spesso saturo. Inoltre, il vento sul capolinea di Cape Point è talvolta così forte da chiudere temporaneamente le aree panoramiche, quindi è bene avere un piano B, ad esempio una visita al museo del castello di Good Hope.
Un consiglio pratico che non compare nelle guide: alla fine della visita a Stellenbosch, chiedere al sommelier di aggiungere al tour una breve sosta in una piccola fattoria di birra artigianale poco pubblicizzata; lì si può degustare una birra alla mela locale, accompagnata da formaggi della zona, e si ottiene anche un piccolo souvenir con bottiglie di vetro finemente decorate, molto più originale di quello tipico. Questo piccolo extra rende il viaggio più autentico e permette di scoprire un lato meno turistico del territorio vinicolo.