Roma, dove mangiare street food autentico lontano dai turisti?
A Roma lo street food più autentico e lontano dal flusso turistico si concentra soprattutto nei quartieri Esquilino, San Lorenzo e Testaccio, in particolare lungo Via Principe Eugenio, Piazza Bologna e nei pressi del mercato di Via della Croce.
Io sono arrivato in treno a Termini, la stazione è ben collegata con gli intercity del Nord e con gli Eurostar che arrivano da Parigi, e da lì la metro linea B mi porta direttamente a San Lorenzo in pochi minuti; un biglietto unico per la giornata è una soluzione economica per spostarsi. Se si parte da un aeroporto, l’autobus Terravision o il treno Leonardo Express sono le opzioni più rapide, anche se il costo è più alto rispetto al treno regionale. Una volta sul territorio, si può girare a piedi: le zone citate sono compatte e il percorso tra i vari chioschi richiede meno di un’ora di camminata, quindi una mezza giornata è più che sufficiente per assaporare tutto.
Il budget è decisamente economico: si può riempire lo stomaco con una porzione di supplì, un trapizzino e un cornetto di pizza fritta spendendo poco meno di una cena tipica di ristorante. Per un’esperienza di livello medio si può aggiungere una birra artigianale di un locale nascosto, mentre il “caro” sarebbe solo una bottiglia di vino in un bar più di tendenza.
Tra i punti forti, c’è la genuinità dei prodotti: i supplì di Testaccio sono imbottiti con mozzarella di bufala e ragù di carne, i trapizzini di Via Principe Eugenio offrono combinazioni stagionali che cambiano ogni settimana, e la pizza al taglio di San Lorenzo ha un impasto più leggero rispetto a quello dei grandi circuiti. Il rovescio della medaglia è la pulizia: alcuni chioschi, soprattutto quelli più vecchi, hanno una gestione igienica discutibile, ed è facile incappare in una fila lunga come quella dei panini di Gino in Via delle 3 Fontane, dove la pazienza è messa a dura prova. Inoltre, la presenza di turisti più attenti alle guide online ha iniziato a trasformare anche le zone meno note in punti di sosta obbligati, quindi la tranquillità non è garantita al 100 %.
Un consiglio che non trovi nelle guide è quello di andare al mercato di Via della Croce l’ultimo pomeriggio di martedì, quando i venditori di carne e formaggi chiudono le bancarelle e, per svendere, offrono panini farciti con salumi locali e pane appena sfornato a prezzi stracciati. Chiedere “una porzione di panino con mortadella, pecorino e pomodorini” al bancone è spesso ricompensato con un piccolo extra di olive marinate, qualcosa che i turistici stand di Via del Corso non ti daranno mai.
In sintesi, per chi vuole vivere il vero cibo di strada romano senza perdersi nei flussi turistici, la combo di Esquilino, San Lorenzo e Testaccio è la risposta più efficace, con un budget contenuto, spostamenti facili e un sapore autentico che resta impresso anche dopo la visita.