Porto 4 giorni: arte, vino e street food low cost
Porto in quattro giorni è fattibile: arte, vino e street food low cost si possono combinare senza svuotare il portafoglio. Parto da Bologna in autobus notturno verso Lisbona e poi prendo un volo low cost per Porto; l’alternativa è il treno fino a Milano e un volo diretto, ma l’autobus rimane la scelta più economica se si vuole risparmiare sul bagaglio. Una volta in città, la rete Metro/Autobus è coperta dal “Andante 2” che costa poco e permette di spostarsi senza stress, anche se serve un po’ di pazienza nelle ore di punta quando le linee sono affollate.
Il primo giorno mi dedico al centro storico: la Ribeira è una zona suggestiva, ma è anche il punto più affollato e con qualche furbetto dietro gli angoli, quindi è meglio tenere gli oggetti stretti e arrivare presto. Cammino verso la Livraria Lello, poi scendo verso la Cattedrale di Porto e concludo la serata in un bar di vino piccolo dietro la piazza della Liberdade, dove si trovano bottiglie di Vinho Verde a prezzi davvero stracciati. Il secondo giorno è dedicato all’arte moderna: la Casa da Música offre tour gratuiti il sabato pomeriggio, ma è necessario prenotare online perché i posti spariscono in poco tempo. Dopo il tour, prendo il tram 22 verso il quartiere di Foz e mi fermo a mangiare una bifana da un chiosco di strada: pane croccante, carne succosa, un pasto che costa meno di un panino in città.
Il terzo giorno è tutto vino: prendo il treno regionale fino a Vila Nova de Gaia e visito alcune cantine più piccole fuori dal circuito turistico. La degustazione è a pagamento ma l’accesso alla zona di stoccaggio è gratuito, e si possono assaggiare diversi tipologie di porto senza spendere una fortuna. Per la cena, mi dirigo verso la Rua de Miguel Bombarda, dove i food trucks offrono francesinha rivisitata e pastéis de nata con un tocco di cannella, tutto a prezzi da strada.
L’ultimo giorno lo dedico al mercato di Bolhão, dove il cibo è fresco e i prezzi sono bassi. Qui, un particolare che non trovi nelle guide: la bancarella al fondo del mercato vende mini bottiglie di vin santo locali a 3 euro l’una, perfette per una bottiglia da condividere in un aparthotel economico. Dopo aver assaggiato il famoso caldo verde, prendo l’autobus per l’aeroporto e mi preparo a rientrare a Bologna.
In sintesi, il budget è decisamente low cost: ostello, trasporti pubblici e street food mantengono i costi sotto controllo. Il tempo necessario è di quattro giorni per coprire arte, vino e cibo senza fretta. L’unica delusione è la chiusura dei musei principali il lunedì, quindi è bene programmare le visite culturali nei giorni feriali. Un consiglio fuori dalle guide: scaricare la app “Porto Card” e usarla per il trasporto pubblico più il 10 % di sconto sui biglietti delle cantine, una combinazione che fa davvero la differenza sul portafoglio.