Serengeti: qual è il periodo migliore per il safari low cost?
Il periodo migliore per un safari low cost al Serengeti è la stagione delle piogge, da marzo a maggio, perché i prezzi dei lodge e dei tour sono ai minimi storici e la folla è quasi inesistente. Io ho scoperto che con un budget economico basta dormire nei dormitori dei campi base di Arusha, prendere i minibus locali e optare per i safari condivisi: il conto finale resta nella fascia “economica”, anche se qualche cena in un ristorante di strada costa più del previsto.
Per arrivare, la solita rotta è volare da Bologna a Nairobi o Addis Abeba, poi prendere un volo interno verso Kilimanjaro o Arusha. Da lì, i bus intercity e i “dala‑dala” (taxi condivisi) ti portano al gate d’ingresso del parco. Muoversi dentro il Serengeti con i bus locali è più lento ma ti fa risparmiare un sacco, soprattutto se non ti serve fare il “luxury” con 4×4 privati. In genere servono almeno quattro‑cinque giorni per vedere almeno una parte della Grande Migrazione, le savane aperte e qualche avvistamento di leoni al tramonto.
Un aspetto negativo è l’abbondanza di zanzare e la costante presenza di mosche: gli spray anti‑zanzara durano poco e il rischio di malaria è reale, quindi è meglio portare una scorta di repellenti e considerare la profilassi. Un altro piccolo scoglio è la segnaletica poco chiara dei percorsi durante le piogge, quindi è consigliabile avere una mappa stampata o scaricare offline le tracce GPS prima di partire, perché il segnale è quasi inesistente dentro il parco. Un trucco che non trovi nelle guide è chiedere all’operatore locale di farti firmare il registro d’ingresso direttamente al gate: così eviti la commissione extra dei broker online che alzano il costo di qualche centinaio di euro.