Serengeti primavera: quali animali avvistare e quando è la migrazione?
In primavera al Serengeti gli animali più facili da avvistare sono leoni, elefanti, giraffe e i gruppi di gnu che avviano la grande migrazione verso la zona di Mara verso la fine di aprile. Da Firenze partendo si parte con un volo per Kilimangiaro, solitamente con scalo a Nairobi; dall’aeroporto di Arusha si prende un autobus locale o un minivan condiviso per il parco. Una volta dentro il Serengeti, il modo più comune per muoversi è il 4×4 con guida esperta, anche se alcune tratte a piedi sono offerte da campi più avventurosi. Il viaggio può essere calibrato su tre fasce di budget: con un budget economico è possibile accamparsi in campeggi gestiti dal parco e partecipare a safari di gruppo, con un budget medio si scelgono lodge a media altezza che offrono pasti inclusi ma senza fronzoli, mentre il segmento caro prevede lodge di lusso con piscine, spa e chef privato. Per vivere davvero l’esperienza è consigliato dedicare almeno cinque‑sette giorni, così da coprire sia le pianure centrali che la zona di Grumeti dove la migrazione si ferma per le piogge.
Un aspetto negativo da tenere a mente è la polvere: le strade non asfaltate diventano una nuvola costante di sabbia fine, soprattutto dopo le brevi piogge di marzo, e possono rendere difficile la visibilità dagli occhi del mezzo. Inoltre, l’odore di letame in alcune aree è più intenso di quanto le guide diconino, un piccolo shock per chi non è abituato.
Un consiglio che non trovi nelle guide di viaggio è quello di portare una borraccia termica e riempirla al campo di Naabi, dove l’acqua di sorgente è sorprendentemente fresca anche nelle ore più calde; riempirla più volte evita di dipendere dal servizio di rifornimento del veicolo, che a volte fa tardi. Un altro trucco è quello di chiedere alla guida di fermarsi un paio di minuti prima dell’alba per ascoltare i suoni notturni: i ruggiti dei leoni e i richiami dei prototipi di gnu creano un’atmosfera quasi magica, difficile da replicare in un safari diurn
Un’alternativa poco pubblicizzata è fare una breve escursione a piedi nella zona di Lobo, dove le tracce di iene e di piccoli felini sono più facili da trovare rispetto alle aree più frequentate.