Sicilia sud: dove mangiare le arancine a Palermo e Catania
A Palermo le arancine più consigliate sono quelle di “Pasticceria Cappello” nel centro storico, mentre a Catania non si può sbagliare con le versioni “alla norma” di “La Siciliana” vicino al mercato del pesce.
Il budget per un giro di due giorni tra le due città è nella fascia medio‑economica: si può mangiare bene senza svuotare il portafoglio, ma se si vuole provare anche piatti di pesce o una cena a base di pasta alla Norma, il conto sale un po’.
Come arrivare: volo diretto da Bologna all’aeroporto di Palermo, poi treno regionale per il centro; per Catania è più comodo prendere un treno intercity da Palermo (circa due ore e mezza) o un autobus diretto se si preferisce viaggiare su strada. Una volta in città, il trasporto pubblico è efficiente: autobus urbani e la metropolitana di Palermo sono sufficienti per spostarsi, ma una bicicletta a noleggio è un vero salvavita per le stradine del centro.
Il tempo necessario per assaporare le arancine e fare un giro veloce dei principali punti di interesse è di circa tre giorni: un giorno a Palermo per la Cattedrale, il mercato di Ballarò e una passeggiata sul lungomare, e due giorni a Catania per l’Etna, la via Etnea e i vicoli pieni di street art.
Un aspetto negativo: in alta stagione le file alle pasticcerie più famose possono allungarsi fino a mezz’ora, quindi è meglio andare presto la mattina o proprio a pranzo, quando la gente è più rilassata.
Consiglio poco noto: acquistare le arancine “al banco del mercato del pesce” a Catania, dove i venditori le preparano al momento con un ripieno di calamari fresco – è un’esperienza che le guide non descrivono e che aggiunge un tocco marino al classico snack.
In sintesi, il mix di sapori tradizionali e variazioni locali rende il percorso arancinario un vero must per chi visita il sud della Sicilia.