Hanoi street food tour: 5 giorni tra sapori e mercati
Hanoi street food tour: 5 giorni tra sapori e mercati è un’esperienza che rimane impressa per la varietà di profumi, colori e suoni che animano le strade della capitale vietnamita.
Il viaggio parte con un volo diretto da Firenze a Hanoi, spesso con scalo a Istanbul o Doha; l’aeroporto di Noi Bai è ben collegato al centro tramite autobus “Sài Đồng” o taxi a tariffa fissa, quest’ultimo è la scelta più comoda per chi arriva con bagagli pesanti. Una volta in città, la bicicletta è ancora il mezzo più usato dai locali per spostarsi fra i vari quartieri, ma per i primi giorni ho preferito la rete di motorini condivisi (app come GrabBike) e, quando il tempo lo permette, il treno suburbano per le zone più lontane, come la periferia di Dong Anh, dove il mercato del fine settimana è meno affollato.
Cinque giorni sono sufficienti per assaporare i piatti più rappresentativi senza correre. Il primo giorno è dedicato al “Old Quarter”, dove il profumo di pho caldo si mescola a quello dei bánh mì appena sfornati. Il secondo giorno si concentra su Hoàn Kiếm e i suoi piccoli banchi che vendono “bún chả” e “cá cuốn”. Il terzo è riservato al mercato di Dong Xuan, un labirinto coperto dove è possibile trovare le versioni più autentiche di “chả cá Lã Vọng” e le “nem rán” croccanti. Il quarto si sposta verso il quartiere di Tay Ho per provare i “bánh cuốn” al tramonto, mentre il quinto è una passeggiata lungo il ponte di Long Bien per gustare gli “sữa đá” (caffè ghiacciato) accompagnati da “bánh bao” al vapore.
Il budget si colloca nella fascia economica‑media: dormire in ostelli o guesthouse di buon livello, mangiare nei chioschi di strada e utilizzare i mezzi pubblici mantiene i costi contenuti, ma è possibile alzare leggermente la spesa scegliendo qualche ristorante di medio livello per una cena più curata. Una spesa sorprendente è stata la tassa di ingresso al mercato di Dong Xuan, che si applica solo ai visitatori con bagagli ingombranti, ma è trascurabile rispetto al valore dell’esperienza.
Un aspetto negativo è la confusione del traffico, soprattutto nelle ore di punta: anche attraversare una semplice via può richiedere più tempo del previsto, e il rumore dei motori può coprire le conversazioni nei ristoranti all’aperto. Inoltre, alcuni venditori di “pho” hanno iniziato a servire versioni più elaborate per i turisti, con ingredienti più costosi ma meno autentici; è facile cadere nella trappola del “tourist trap” se non si presta attenzione alle file dei locali.
Un consiglio poco presente nelle guide è quello di andare al mercato di Quán Thánh di mattina presto, prima delle otto, quando i venditori sistemano le bancarelle e le verdure sono ancora freschissime. Qui il “bánh mì” del venditore con il cappello rosso a strisce è preparato al volo, con carne di maiale arrostita su una piastra di ferro, e il risultato è incomparabilmente più saporito rispetto a quello dei chioschi più turistici. Un’altra dritta è quella di portare sempre con sé un piccolo sacchetto di plastica riutilizzabile per raccogliere le salse extra offerte dai venditori: molti rifiutano di dare le porzioni extra senza un contenitore, ma con il sacchetto si ottiene una dose aggiuntiva di nuoc cham senza spendere nulla.
In sintesi, cinque giorni di street food a Hanoi richiedono energia, curiosità e una buona dose di pazienza per gestire il traffico, ma la ricchezza dei sapori e la vivacità dei mercati compensano ampiamente ogni piccolo inconveniente.