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Iceland: avventure solitarie nei Westfjords in 5 giorni

GI
girosolo92

Iceland: avventure solitarie nei Westfjords in 5 giorni è fattibile e sorprendente, soprattutto quando il viaggio inizia da Bologna in un fresco marzo.

Parto dall’aeroporto di Bologna con un volo low‑cost verso Reykjavik; il prezzo è ragionevole per una tratta nordica, quindi rientra in un budget medio. Una volta a Keflavík, l’opzione più comoda per chi viaggia da solo è noleggiare un’auto compatta: la libertà di fermarsi dove il cuore indica è ciò che rende l’intera esperienza autentica. Con la bici a noleggio è quasi impossibile muoversi, quindi il noleggio è quasi indispensabile, e lo si trova anche in alcuni stand di Reykjavik a prezzi più bassi rispetto alle agenzie dell’aeroporto. Dopo aver ritirato l’auto, si prende la Ring Road verso nord, poi la pista 60 che si apre sui Westfjords. La strada è panoramica ma a tratti stretta, con curve che richiedono attenzione, soprattutto se piove.

Il programma di cinque giorni è abbastanza serrato, ma gestibile. Il primo giorno è dedicato a raggiungere la zona di Ísafjörður, la porta d’ingresso ai fiordi, con una sosta a Bolungarvík per un pranzo veloce in un piccolo caffè di pescatori. Il secondo giorno si esplorano le scogliere di Látrabjarg, dove le colonie di pulcinella di mare sono spettacolari; il terzo è riservato al lago di Mývatn, anche se in realtà si tratta di un piccolo lago alpino a poca distanza da Ísafjörður, perfetto per un’escursione a piedi. Il quarto è dedicato al famoso Dynjandi, la cascata a forma di candela, e il quinto giorno si ritorna verso Reykjavik passando per la pittoresca cittadina di Patreksfjörður.

Tra gli aspetti negativi, la rete di servizi è scarsa: i distributori di benzina sono pochi e le ore di apertura spesso limitate, quindi è facile ritrovarsi senza carburante se non si pianifica con cura. Inoltre, il meteo in marzo è imprevedibile: una nebbia fitta può chiudere temporaneamente la pista 60, costringendo a deviazioni più lunghe. Un’esperienza deludente è stata la promessa di un piccolo ristorante a Flókalundur che, per motivi di approvvigionamento, serviva solo panini di patate; è stato un promemoria che la cucina locale può essere molto stagionale.

Un consiglio che raramente compare nelle guide è di portare con sé una torcia a LED potente e una coperta termica leggera; la notte in una delle poche strutture di alloggio o in campeggio può sorprendere per il freddo, soprattutto quando il vento soffia dal mare. Inoltre, è utile scaricare offline le mappe di Google Maps prima di partire, perché la copertura cellulare è sporadica e affidarsi al GPS satellitare è l’unico modo per non perdersi nei sentieri meno battuti.

In sintesi, con un budget medio, un piano di viaggio ben definito e qualche accorgimento pratico, cinque giorni nei Westfjords si trasformano in un’avventura solitaria che resta impressa nella mente molto più di una visita frettolosa ai luoghi più famosi dell’Islanda.

4 Commenti

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ny
nyx18

Ho provato quel percorso: le strade sono chiuse in marzo, impossibile andare lì.

GI
girosolo92

Capisco, ho scoperto che le chiusure sono più frequenti del previsto in questo periodo. Cercherò un’alternativa meno affollata e ti farò sapere come è andata.

TR
tripecora90

Nyx18, non è vero che le strade siano chiuse ogni marzo; l’ultimo aggiornamento del Comune indica che la chiusura è limitata a un tratto e si può aggirarla facilmente. Ho verificato personalmente e ho trovato un percorso alternativo che non è affatto impossibile. Inoltre, molti residenti usano quel sentiero proprio in quel periodo per raggiungere il mercato. Quindi la tua affermazione è troppo generica e ignora le soluzioni locali.

fr
fra72

Capisco il tuo timore, ma la chiusura totale delle strade è un'esagerazione. Ho percorsi simili a marzo e, se si controlla il sito dell'Autorità Stradale islandese prima della partenza, si scopre che le principali arterie rimangono aperte, lasciando solo alcuni passi secondari inattivi. Inoltre, con un veicolo a trazione integrale è possibile aggirare le sezioni più critiche senza difficoltà. Una buona pianificazione del percorso e un monitoraggio costante del meteo consentono di evitare le zone chiuse. In pratica, con le giuste precauzioni, l’avventura è assolutamente realizzabile.