Iceland: avventure solitarie nei Westfjords in 5 giorni
Iceland: avventure solitarie nei Westfjords in 5 giorni è fattibile e sorprendente, soprattutto quando il viaggio inizia da Bologna in un fresco marzo.
Parto dall’aeroporto di Bologna con un volo low‑cost verso Reykjavik; il prezzo è ragionevole per una tratta nordica, quindi rientra in un budget medio. Una volta a Keflavík, l’opzione più comoda per chi viaggia da solo è noleggiare un’auto compatta: la libertà di fermarsi dove il cuore indica è ciò che rende l’intera esperienza autentica. Con la bici a noleggio è quasi impossibile muoversi, quindi il noleggio è quasi indispensabile, e lo si trova anche in alcuni stand di Reykjavik a prezzi più bassi rispetto alle agenzie dell’aeroporto. Dopo aver ritirato l’auto, si prende la Ring Road verso nord, poi la pista 60 che si apre sui Westfjords. La strada è panoramica ma a tratti stretta, con curve che richiedono attenzione, soprattutto se piove.
Il programma di cinque giorni è abbastanza serrato, ma gestibile. Il primo giorno è dedicato a raggiungere la zona di Ísafjörður, la porta d’ingresso ai fiordi, con una sosta a Bolungarvík per un pranzo veloce in un piccolo caffè di pescatori. Il secondo giorno si esplorano le scogliere di Látrabjarg, dove le colonie di pulcinella di mare sono spettacolari; il terzo è riservato al lago di Mývatn, anche se in realtà si tratta di un piccolo lago alpino a poca distanza da Ísafjörður, perfetto per un’escursione a piedi. Il quarto è dedicato al famoso Dynjandi, la cascata a forma di candela, e il quinto giorno si ritorna verso Reykjavik passando per la pittoresca cittadina di Patreksfjörður.
Tra gli aspetti negativi, la rete di servizi è scarsa: i distributori di benzina sono pochi e le ore di apertura spesso limitate, quindi è facile ritrovarsi senza carburante se non si pianifica con cura. Inoltre, il meteo in marzo è imprevedibile: una nebbia fitta può chiudere temporaneamente la pista 60, costringendo a deviazioni più lunghe. Un’esperienza deludente è stata la promessa di un piccolo ristorante a Flókalundur che, per motivi di approvvigionamento, serviva solo panini di patate; è stato un promemoria che la cucina locale può essere molto stagionale.
Un consiglio che raramente compare nelle guide è di portare con sé una torcia a LED potente e una coperta termica leggera; la notte in una delle poche strutture di alloggio o in campeggio può sorprendere per il freddo, soprattutto quando il vento soffia dal mare. Inoltre, è utile scaricare offline le mappe di Google Maps prima di partire, perché la copertura cellulare è sporadica e affidarsi al GPS satellitare è l’unico modo per non perdersi nei sentieri meno battuti.
In sintesi, con un budget medio, un piano di viaggio ben definito e qualche accorgimento pratico, cinque giorni nei Westfjords si trasformano in un’avventura solitaria che resta impressa nella mente molto più di una visita frettolosa ai luoghi più famosi dell’Islanda.