I fiordi nascosti di Westfjords, Islanda
Sì, i fiordi nascosti dei Westfjords sono una scoperta imperdibile per chi ama la natura selvaggia.
PRO
CONTRO
Il budget per un viaggio qui è medio: alloggio in guesthouse o B&B è più costoso rispetto al resto dell’Islanda, ma i prezzi dei pasti rimangono nella media. Arrivare si fa di solito volando a Reykjavík e noleggiando un’auto 4×4; il percorso più veloce è la Ring Road fino a Ísafjörður, poi la strada nazionale 60 verso il cuore dei fiordi. Muoversi è possibile solo con l’auto, dato che il trasporto pubblico è quasi inesistente. Per avere il tempo di esplorare i principali ingressi – Arnarfjörður, Súgandafjörður e il celebre Hornstrandir – è consigliabile dedicare almeno quattro giorni interi; così si può inserire un’escursione a piedi e una breve visita alle cascate di Dynjandi.
Un aspetto negativo è la mancanza di segnaletica in lingua italiana: le indicazioni sono quasi esclusivamente in islandese, il che può creare confusione per chi non conosce la lingua. Inoltre, la connessione internet è molto limitata, rendendo difficile aggiornare le mappe in tempo reale.
Un consiglio pratico che difficilmente compare nelle guide è di programmare una sosta al cimitero dei faraglioni a Patreksfjörður all’alba, dove le prime luci del sole illuminano le rocce di un colore quasi rosato, creando un’atmosfera quasi surreale.
Consigliato per chi ama l’avventura, la fotografia di paesaggi e non teme le strade secondarie. Sconsigliato se si preferisce un itinerario comodo con ampie strutture turistiche e servizi di trasporto pubblici frequenti.