Lago di Como: itinerario di 3 giorni tra ville storiche e cucina
Tre giorni sul Lago di Como sono sufficienti per toccare le ville più importanti e assaporare la cucina locale, anche se la frenesia estiva può far correre il tempo più veloce del solito. Parto sempre dal volo per Milano, poi prendo il treno diretto a Como San Giovanni: è comodo, frequente e il viaggio dura meno di un’ora. Da lì, la rete di battelli e bus mi porta rapidamente a Bellagio, Varenna e Menaggio; per gli spostamenti più brevi uso il pass giornaliero dei battelli, che vale davvero la pena se si vuole evitare il traffico delle strade costiere. Il budget si colloca nella fascia media: una sistemazione in B&B di buona qualità, qualche cena in trattorie tipiche e le visite alle ville con biglietto d’ingresso. Non si tratta di una vacanza da lusso, ma né tanto economica da sacrificare il comfort.
Giorno uno lo dedico a Como: visita al Museo della Seta, poi la passeggiata sul lungolago fino a Villa Olmo, aperta senza prenotazione. Il pomeriggio prendo il battello per Cernobbio, dove la vista di Villa d’Este è spettacolare anche dall’esterno, e mi concedo una cena a base di pesce persico in un piccolo ristorante sul porto. Il secondo giorno è la classica rotta tra Bellagio e Villa Melzi, ma faccio una deviazione verso la piccola ma affascinante Villa Carlotta, dove il giardino è più curato di quanto mostrino le guide. Il tempo necessario per le due ville è di circa quattro ore, compreso il tragitto in battello. Il terzo giorno mi porto a Varenna, esploro il Castello di Vezio e poi mi avventuro nel sentiero che collega Varenna a Menaggio, un percorso pedonale che regala panorami mozzafiato e poco affollati. La cena a Menaggio è un risotto con sfoglia di pesce di lago in una trattoria quasi sconosciuta ai turisti.
Un aspetto negativo è la congestione dei battelli durante le ore di punta: il periodo pomeridiano vede lunghe attese e qualche corsa annullata, perciò è meglio programmare le traversate al mattino presto. Inoltre, alcune ville richiedono prenotazione online per le visite guidate, cosa che non sempre è chiaramente indicata sui cartelloni di ingresso. Un trucco che non trovo nelle guide è quello di chiedere al personale del B&B di consigliarmi i “caffè del mattino” dove i locali si fermano a fare colazione: spesso servono dolci fatti in casa a base di ricotta e miele, molto più autentici rispetto alle offerte dei ristoranti turistici. In sintesi, tre giorni ben organizzati permettono di assaporare sia l’opulenza delle dimore storiche sia la semplicità della cucina di lago, con un budget medio e la consapevolezza di dover gestire qualche piccolo inconveniente legato alla stagione.