Lago di Como in primavera: sentieri segreti e borgate autentiche
Il Lago di Como in primavera regala sentieri segreti e borgate autentiche. Parto da Bergamo con il treno regionale verso Como San Giovanni; il viaggio dura circa un’ora e cinquanta minuti e costa poco, perfetto per un budget medio. Da Como prendo il battello pubblico verso le località più piccole – Varenna, Bellano, Dervio – e, una volta a piedi, mi affido a un noleggio di biciclette o a una mappa cartacea per raggiungere i percorsi meno battuti.
Per assaporare davvero la zona, servono tre giorni interi: un giorno per esplorare il lato occidentale, includendo la riserva di Val d’Intelvi; un secondo per percorrere il sentiero di Monte Lema, che scende verso le frazioni di Nesso e Rezzato; e un terzo per dedicarsi alle mini‑borgate di Tremezzo e Vezio, dove le case di pietra sembrano sospese nel tempo.
Il costo complessivo resta nella fascia medio: treno, battello, un paio di pernottamenti in B&B gestiti da famiglie locali e qualche pasto in trattorie tipiche. Non è una vacanza low‑cost, ma né tantomeno una fuga di lusso.
Un aspetto negativo è la segnaletica poco chiara su alcuni sentieri secondari; spesso si finisce per fare giri inutili o per perdere la vista di piccoli laghi alpini. Inoltre, nei fine settimana la gente si concentra sulle mete più famose, creando code lente anche sui traghetti.
Un consiglio che non trovi nelle guide: al bar di Bregnano, chiedere al proprietario di indicare l’imbocco del sentiero che porta al Rifugio Olgiate, una piccola capanna nascosta tra i boschi, dove l’aria è fresca e si può gustare un panino con formaggi locali senza alcuna folla. È un piccolo angolo di pace, perfetto per chi viaggia da solo e vuole scoprire il lago al di là delle cartine commerciali.