Porto e Lisbona: itinerario road‑trip 5 giorni da non perdere
Un road‑trip di cinque giorni da Porto a Lisbona è assolutamente fattibile e ricco di tappe sorprendenti. Parto dal punto di vista di chi ha già affrontato il percorso in primavera, quando il clima è mite e le strade non sono ancora invase da turisti di massa. L’itinerario è pensato per chi vuole vivere l’autentico ritmo iberico senza spendere una fortuna, ma senza rinunciare a qualche comfort. Direi che rientra nella fascia medio‑economica: un’auto a noleggio compatta, qualche pasto in tavola da taverna e qualche ingresso a sito storico, il tutto gestibile con un budget attento.
Come arrivare a Porto? L’opzione più veloce è il volo low‑cost dall’aeroporto di Bologna, con collegamento diretto in circa due ore. Una volta atterrato, il noleggio dell’auto è più semplice di quanto pensi; basta prenotare online e ritirare il veicolo in aeroporto, evitando i costi extra dei counter in città. Se si preferisce risparmiare un po’, il treno è una valida alternativa: la linea high‑speed collega Bologna a Porto con uno scalo a Madrid, ma il tempo di viaggio sale notevolmente. Per il ritorno da Lisbona, il bus internazionale è economico e pratico, soprattutto se si ha già la macchina a disposizione e si vuole semplicemente lasciarla in un parcheggio a lungo termine.
Il percorso si snoda lungo l’autostrada A1, con circa 310 km da coprire. Il primo giorno è dedicato all’esplorazione di Porto: il centro storico, la Ribeira, le cantine del vino di Vila Nova de Gaia e una passeggiata sul ponte Dom Luís I. Il pomeriggio è il momento ideale per fare una sosta a Mealhada, la “capitale del leitão” (maialino arrosto), dove il ristorante locale offre una porzione generosa che sorprende anche i palati più esigenti. Il secondo giorno è perfetto per una gita fuori porta verso il Parco Naturale del Alvão: sentieri poco battuti, cascate nascoste e panorami di montagna che non trovi nelle guide turistiche.
Il terzo giorno si parte verso Lisbona, ma la sosta obbligatoria è Coimbra. La città universitaria ha una vivace vita studentesca e un’architettura barocca che fa da ponte tra la tradizione portoghese e la modernità. Un piccolo consiglio non noto ai turisti: entrare nella biblioteca Joanina di notte, durante le visite guidate serali, per apprezzare la luce soffusa sulle scaffalature d’oro. Proseguendo, il viaggio si conclude a Lisbona nel tardo pomeriggio, con la possibilità di parcheggiare l’auto in un “park & ride” al perimetro della città e proseguire in tram storico, evitando il traffico caotico del centro.
Il quarto giorno è dedicato a Lisbona stessa: l’Alfama, il Castello di São Jorge, il quartiere di Belém con i famosi pastéis de nata (ma non quelli delle catene, cerca la piccola pasticceria “Pastelaria de Nata” in Rua da Junqueira, dove il crosta è più croccante). Il quinto giorno è il “day‑trip” verso Sintra: i palazzi colorati, i giardini di Quinta da Regaleira e la vista dalla Torre di Moor. Qui però c’è una delusione: l’affollamento nei fine settimana di primavera è quasi inevitabile, e la fila per i biglietti del Palácio Nacional da Pena può durare più di un’ora. Consiglio di partire al mattino presto o, meglio ancora, acquistare il “fast‑track” online: è più costoso, ma fa risparmiare ore preziose.
Un aspetto negativo che colpisce spesso è l’autostrada A1: le aree di servizio sono sparse e a volte il cibo è poco vario. Una buona idea è fare scorta di snack e acqua nelle piccole drogherie di Vila Real, dove il personale è cordiale e il prezzo ragionevole. Inoltre, il segnale stradale “zona di pagamento” può sorprendere se non si è abituati alle tariffe elettroniche; avere una carta prepagata per il pedaggio evita code e multa.
In sintesi, cinque giorni tra Porto e Lisbona sono più che sufficienti per assaporare le due città, fare qualche deviazione pittoresca e tornare con una valigia piena di ricordi (e di qualche chilo in più). Un viaggio che combina la comodità dell’auto, la curiosità delle piccole tappe e l’ironia di qualche imprevisto, perfetto per chi ama le avventure su quattro ruote senza rinunciare al comfort di una buona tavola.