Kerala in marzo: houseboat, spiagge e cucina da provare
Kerala in marzo è perfetta per houseboat, spiagge e cucina da provare. Ho programmato il viaggio pensando a un budget medio: alloggio in guesthouse, qualche notte su houseboat e pasti nei mercati locali, senza lussi esagerati né i risparmi estremi. Arrivare è più semplice volando per Kochi; dall’aeroporto un taxi condiviso verso la stazione ferroviaria o un bus diretto a Alleppey costa poco e ti mette in zona houseboat entro un’ora. Una volta nella rete di backwaters, spostarsi in barca è l’unica opzione, ma per le spiagge di Varkala o Kovalam è consigliabile noleggiare uno scooter o usare i bus KSRTC: frequentissimi, anche a notte fonda.
Per assaporare davvero la regione, una settimana è il minimo: tre giorni sul houseboat per scorrere le acque di Alleppey e Kumarakom, due giorni di immersione nelle spiagge di Varkala e Marari, e gli ultimi due per le colline di Munnar e la cucina di Kochi. Se si ha più tempo, si può aggiungere un’escursione a Wayanad per le cascate e i templi.
Un punto dolente è la presenza di zanzare nei dintorni dei backwaters al tramonto; le reti anti-zanzara sugli houseboat non sempre sono efficaci, quindi è consigliabile portare spray e una maglietta a maniche lunghe. Inoltre, le spiagge più famose diventano affollate già a inizio marzo, perdendo un po’ della tranquillità che si cerca.
Un consiglio che non trovi nelle guide: prenota l’ingresso al houseboat partendo da Alleppey al tramonto, così il riflesso del sole sull’acqua crea un’atmosfera quasi surreale e, soprattutto, ti permette di godere della cena a base di pesce fresco mentre il vento accarezza il ponte. Un altro segreto locale è il thalassery biryani servito in una piccola rosticceria di Kottayam: è meno turistico, più piccante e con riso dal profumo di cardamomo che non trovi nei ristoranti più noti.
In sintesi, marzo offre clima mite, monsoni appena iniziati che mantengono i canali pieni ma non caotici, e una cucina che spazia dal dolce di banana fritta al piccante di curry di cocco. Con un po’ di flessibilità e questi piccoli accorgimenti, si può vivere il Kerala senza la frenesia tipica dei periodi più affollati.