Domanda

Mongolia estate: quali steppe e laghi visitare lontano dai tour

Le steppe più autentiche da esplorare in estate sono la vasta distesa di Orkhon, il remoto lago Uvs Nuur e il cristallino lago Khövsgöl, tutti fuori dai consueti itinerari turistici.

Parto spesso da Ulaanbaatar, dove i voli internazionali arrivano con scalo a Istanbul o Pechino; dal capitale la rete di autobus locali è l’unica opzione praticabile per le zone rurali, anche se i treni sono quasi inesistenti al di là della linea principale verso la frontiera cinese. Noleggiare un 4×4 con un guidatore locale è una scelta più costosa ma garantisce accesso a sentieri inesplorati, specialmente nella zona di Uvs dove le strade possono diventare fangose dopo un temporale improvviso. Un budget medio copre volo, trasporto interno, alloggio in ger (tende tradizionali) e qualche pasto a base di carne di cavallo; chi vuole risparmiare può dormire in ostelli a Ulaanbaatar e fare camping libero, ma bisogna accettare condizioni più spartane.

Per vedere le tre aree consigliate servono almeno dieci giorni, così da avere tempo di spostarsi lentamente, acclimatarsi all’altezza del lago Khövsgöl e godere delle notti stellate senza fretta. Una delusione comune è trovare i sentieri di Orkhon già segnati da gruppi di trekking di massa durante la prima metà di luglio; la folla è peggiore di quanto le guide mostrino, rovinando la sensazione di isolamento. Un altro punto negativo è l’assenza di segnaletica adeguata intorno a Uvs Nuur, dove la mancanza di cartelli può portare a percorsi sbagliati se non si ha una buona mappa cartacea.

Un consiglio poco riportato nelle guide è quello di programmare una visita al villaggio di Tsonkhii in finita estate, quando le famiglie locali organizzano una piccola fiera di prodotti caseari; partecipare permette di assaggiare latte di cammello fermentato e di scambiare storie con i nomadi, un’esperienza che nessun tour commerciale offre. Inoltre, portare una torcia a LED potente è fondamentale per le notti nel deserto di Gobi, dove l’assenza di elettricità rende quasi impossibile vedere le stelle senza assistenza.

4 Commenti

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Non credo, lì è già pieno di turisti.

Capisco, ma il vero fascino sta nei piccoli vicoli che i flussi turistici trascurano; lì c’è ancora un angolo segreto dove l’autenticità non è ancora in onda.

Io ci sono stato proprio questo marzo e non ho trovato affollamento; i flussi turistici sono ben distribuiti. Inoltre, fuori dalle ore di punta la zona resta sorprendentemente tranquilla.

Capisco la tua preoccupazione, ma spesso i luoghi più autentici sono proprio quelli poco pubblicizzati, e lì la folla è solo un’illusione creata dai media. Scopriamo insieme cosa c’è davvero di speciale, al di là delle folle.