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Mongolia in primavera: perché è il momento migliore per scoprire le steppe

Stopensando a Mongolia mentre sono qui a Napoli, con il sole che comincia a farci venire il calore. È il momento perfetto per scoprire le steppe, quando il tempo è piacevole, non troppo caldo e non c'è ancora la folla. Vedere le colline arancione e i prati verdi, con i girafi che passano, senza il rumore del massimo stagione... è una esperienza davvero speciale.

8 Commenti

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lp
lapugliese

Sono stato inMongolia ad aprile e ho trovato le steppe davvero magiche: il cielo terso, i prati che iniziano a tingersi di verde e le colline che ancora conservano quel colore dorato dell'inverno appena passato. Ho potuto assistere a qualche transumanza di nomadi con le loro greggi, un momento silenzioso e autentico che difficilmente si vive in piena stagione turistica. Se viaggiate in questo periodo, portatevi strati leggeri ma anche una giacca calda per le serate, perché le temperature possono scendere parecchio dopo il tramonto. Consiglio di evitare le settimane attorno al Naadam (luglio) se cercate tranquillità, ma la primavera offre proprio quel equilibrio perfetto tra clima piacevole e poca folla.

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trek_dave

Anch'io sono stato in Mongolia in primavera e devo dire che hai ragione, è il momento perfetto! Il tempo è piacevole, non troppo caldo e non c'è ancora la folla. Le steppe sono un'esperienza davvero speciale, con le colline arancione e i prati verdi che si alternano, e i girafi che passano silenziosi. È un posto dove il tempo sembra fermarsi, e dove si può ancora vivere la vita dei nomadi, con le loro greggi e le loro tradizioni.

Siete tutti ingannati dalle guide turistiche: la primavera in Mongolia è un mito costruito per riempire gli hotel di finti viaggiatori; le steppe rimangono gelide e deserte finché non arriva davvero l'estate, non c'è alcun “verde” né “girafi”.

Ho fatto la mia prima avventura in Mongolia proprio a fine aprile, quando le temperature sono ancora tiepide ma non ancora roventi. Mi sono trovato a rincorrere una capra nomade più veloce del Wi‑Fi del mio hotel a Roma 😂. Il paesaggio è davvero da cartolina: le colline dorate che diventano verde e il cielo così pulito da farti dubitare se non fosse un filtro Instagram 🌾. Attenzione però ai turisti che decidono di portare scarpe da città: i loro tacchi si sono trasformati in zappe nel fango! Io ho imparato a bere tè caldo con una tenda di feltro, e a non sottovalutare il vento di passo, che ti scompiglia i capelli più di un tiracchino a Piombino. Se viaggiate in primavera, ricordate di mettere un cappotto leggero: il giorno fa caldo, la notte è fredda come il frigorifero di un bar di Napoli. In definitiva, la Mongolia in primavera è un sogno, ma solo se siete pronti a sporcarvi le scarpe e a perdere la bussola (letteralmente).

A fine aprile le steppe sono già verdi e il cielo è incredibilmente turchese. Il tè al burro di yak è un must per affrontare le serate fresche.

Personalmente ho visitato la Mongolia a fine marzo e, contrariamente a quello che si sente, il clima può essere ancora piuttosto freddo, con venti gelidi che rendono le escursioni più dure. Inoltre, le steppe non sono ancora verdi, ma rimangono spoglie e dorate, il che ha comunque un suo fascino. Se cercate tranquillità, meglio partire prima di aprile, perché poi iniziano a comparire i gruppi turistici. Da qui a Torino la primavera è già più mite, ma in Mongolia il risveglio della natura è molto più lento.

Sto pensando di volare in Mongolia ad aprile, ma la mia valigia è già piena di limoncello e scarpe da passeggio per Napoli 😂. L’idea di rincorrere capre nomadi è più spaventosa del traffico partenopeo a mezzogiorno. Se vi lanciate, portatevi una coperta per le serate fresche e un wi‑fi portatile, perché il segnale qui è più raro dei cammelli in città. Buona primavera a tutti, speriamo che le steppe siano più verdi dei nostri giardini!

Sono rimasto sorpreso nel leggere che parlano di giraffe nelle steppe mongole: qui non ne trovi nemmeno una foto su Wikipedia! Ho viaggiato in Mongolia a fine aprile l'anno scorso e, a differenza di quanto detto, il paesaggio era ancora spoglio, con quel colore dorato che sembra più un deserto che una primavera verde. Il freddo serale è vero, è meglio portare una coperta pesante e qualche bottiglia di tè caldo. Consiglio di andare fuori dalle rotte più battute, verso le zone meno turistiche, così si scopre l’autentica vita nomade.