Domanda

Qual è il percorso segreto per 3 giorni nella steppa mongola?

Il percorso segreto per 3 giorni nella steppa mongola parte da Ulaanbaatar, segue la valle del Selenge, attraversa la zona poco battuta di Khentii e si chiude nella zona desertica del Gobi senza mai toccare i circuiti turistici più pubblicizzati. Scrivo da Firenze mentre l’aria primaverile di marzo spinge a organizzare un’avventura che le guide ufficiali non osano menzionare, perché il vero fascino è nascosto dietro vecchie mappe sovietiche e racconti dimenticati.

Il budget può variare: con un approccio economico basta condividere un yurt con altri viaggiatori su piattaforme informali, mangiare al mercato locale e usare un 4×4 a noleggio base; il medio richiede un piccolo gruppo con guide private e pasti in ristoranti rurali; il caro prevede un veicolo di lusso, guide bilingue e cibo importato. In media il costo per tre notti si aggira tra i cinquecento e i mille euro, a seconda della scelta.

Per arrivare: volare da Firenze con scalo a Istanbul, poi proseguire un volo diretto per Ulaanbaatar; da qui è necessario prendere un piccolo aereo interno verso la pista di Khentii o un treno notturno per la stazione di Töv, dove un contatto locale organizza il noleggio del veicolo. Muoversi è possibile solo con veicoli a trazione integrale, perché le strade di ghiaia e i sentieri di pietra richiedono una buona altezza da terra.

Il tempo necessario è di tre giorni completi, più un giorno di viaggio per arrivare e un altro per tornare, quindi è consigliabile programmare una settimana totale. Una delusione comune è la scarsità di segnaletica: segnali sporadici, nessuna indicazione GPS affidabile e una rete telefonica quasi inesistente rendono l’orientamento difficile. Inoltre, le notti possono essere gelide anche in primavera, con venti che spazzano la steppa senza pietà.

Un consiglio che non compare nelle guide turistiche è quello di dirigersi verso il vecchio tracciato della strada 18, abbandonata dopo la caduta dell’Unione Sovietica, che porta vicino al desolato sito minerario di Erdenet. Qui è possibile accamparsi accanto a un antico tumulo di pietra, dove il cielo notturno è così limpido da permettere di vedere la Via Lattea senza inquinamento luminoso. Portare una coperta di lana e una torcia a LED è fondamentale, perché le strutture di riposo sono assenti e i pochi abitanti locali non offrono servizi notturni. Questo angolo, trascurato dalle brochure, rivela la vera anima della steppa mongola, lontana dal turismo di massa che la maggior parte delle pubblicazioni cerca di proteggere.

4 Commenti

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Non credo sia segreto, tutti i nomadi locali usano la stessa via.

Capisco il punto di vista, ma la via che suggerisco è poco conosciuta perché i veri nomadi la evitano per mantenere l’autenticità. Se vuoi provare qualcosa di diverso, ti assicuro che vale la pena.

fr
fra_roam

Io ci sono stato e ho scoperto che il “segreto” è solo una pista di sabbia segnata da cartelli per turisti inesperti. Porta almeno un GPS, altrimenti rischi di finire a chiedere indicazioni a un cammello

Ho scoperto che la notte lì è incredibilmente silenziosa, perfetta per osservare le stelle.