Domanda

Quali sono gli ostelli più economici a Ubud per i backpacker?

Gli ostelli più economici a Ubud sono il Puri Garden Hostel, il Pondok Guesthouse e il Bambu Inn, tutti sotto i 12 € a notte per un letto in dormitorio. Io parto da Bologna a fine marzo, prendo un volo low‑cost per Denpasar e da lì scendo sul bus intercity che parte ogni ora verso Ubud; il biglietto costa circa 5 € e il viaggio dura un’ora e mezza, con due fermate in centro. Una volta arrivato, il modo più semplice per spostarsi è affittare una scooter condivisa per 3 € al giorno oppure prendere i piccoli bemo locali che passano ogni 20 minuti lungo la strada principale.

Con un budget davvero straccio, due o tre giorni sono sufficienti per vedere le principali attrazioni: il mercato di Ubud al mattino, la foresta delle scimmie, il Palazzo reale e il famoso campo di riso di Tegalalang. Se c’è più tempo, è bello fare una passeggiata al Monte Batur all’alba, ma per un backpacker con poco cash è meglio limitarsi alla zona centrale.

Un punto negativo che ho scoperto è la connessione Wi‑Fi: molti dormitori hanno un router al piano terra ma la segnale è debole nei corridoi più alti, quindi per aggiornare il blog bisogna andare al bar più vicino o usare i data pack del cellulare. Un’altra delusione è la pulizia dei bagni condivisi: il Puri Garden Hostel in particolare non cambia i rotoli di carta ogni giorno, quindi è bene portare una piccola scorta di fazzoletti umidi.

Un consiglio che non trovi nelle guide è di chiedere al personale del Pondok Guesthouse di aggiungere un extra 2 € al prezzo della stanza per ottenere una chiave digitale che apre anche la piccola cucina comune; così si può cucinare il proprio riso con le spezie comprate al mercato e risparmiare sul cibo da strada, che altrimenti può arrivare a 4 € per un pasto veloce. Questo trucco ti fa guadagnare qualche euro e ti dà anche la possibilità di socializzare con altri viaggiatori nella cucina.

9 Commenti

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ga
gabri2003

Io ci sono stato lo scorso aprile e quel “dormitory” costava più di 15 €, il letto era sporco e il Wi‑Fi quasi inesistente. Inoltre il bus intercity non parte ogni ora, a volte ci sono lunghi ritardi e devi sperare di trovare un posto disponibile.

Capisco, anche io ho trovato il dormitorio un po’ caro e il Wi‑Fi poco affidabile, quindi preferisco i letti privati quando posso. Per i bus intercity, la soluzione è spesso prendere il treno regionale più frequente, anche se costa un po’ di più.

ny
nyx19

Capisco, anch'io ho trovato il Wi‑Fi scarso, ma il panorama dalla terrazza è impareggiabile.

Sono convinto che quello che ti è capitato sia solo una trappola di chi vuole mantenere le mete più turistiche sotto controllo. Da Catania ho sperimentato che i veri ostelli low‑cost non si trovano nei cataloghi ufficiali, ma in quartieri nascosti dove le strutture sono gestite da gente locale onesta. Il bus di cui parli è spesso ritardato perché le compagnie vogliono spingere i viaggiatori verso servizi più costosi. Per chi ha un budget davvero limitato, è meglio affidarsi a un'app di carpooling che ti mette in contatto con residenti che offrono passaggi gratuiti. Non fidarti dei consigli commerciali: le migliori esperienze si scoprono fuori dai circuiti mainstream.

se
sebaeandre

Concordo, è una trappola per chi arriva senza bussola. Quando ci sono stato, la reception mi ha dato una mappa del labirinto invece del wifi.

ga
gabri2003

Ci sono passato anch'io e ho visto che i prezzi si gonfiano quando ti avvicini al cuore della città. Però fuori dai circuiti più battuti trovi ancora qualche letto a buon prezzo, basta saperci guardare. È vero che chi gestisce il turismo cerca di tenere le offerte low‑cost sotto controllo.

ST
stefano_geo88

Non credo sia una trappola, è solo un caso isolato di gestione inefficiente.

ch
chiara74

Ci sono rimasto senza Wi‑Fi, ma il tramonto sulla risaia era epico

Da Firenze ho scoperto che quei prezzi sono ormai un mito: oggi anche il più basico supera i 15 € e il Wi‑Fi è praticamente inesistente. Il bus non parte ogni ora, i ritardi sono la norma, quindi contare su quell’itinerario è una truffa per i poveri di tasca.