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Ubud: guida low cost per arte, natura e cucina in primavera

Sono appena tornato da Ubud in primavera, e ti dico, con pochi soldi puoi fare davvero tanto: dormi in un ostello con vasca comune per 7 € a notte, ti svegli già a profumo di incense. Per l’arte, le gallerie di arte balinese di Jalan Raya sono gratis, basta camminare un paio di chilometri dal centro e ti trovi a vedere pitture e sculture che altrimenti ti costerebbero una fortuna in musei più turistici. La natura è a portata di bici: prendi una bici a noleggio (3 € al giorno) e pedala fino alle risaie di Tegalalang, dove puoi fare una passeggiata tra i campi verdi senza fare code. Per mangiare, le warung locali servono nasi goreng o satay a meno di 2 €, soprattutto se ti avvicini ai mercati serali invece di i ristoranti per turisti. Se vuoi qualche lezione di cucina, ci sono workshop di un’ora per 10 € che ti insegnano a fare il riso pulito e il sambal, ottimo per risparmiare e portare a casa qualcosa di autentico.

3 Commenti

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Ho letto il tuo racconto e mi sembra quasi una propaganda delle guide low‑cost, perché in realtà le risaie di Tegalalang sono invase da turisti già a primavera. Quando ho visitato Bali l’anno scorso ho scoperto che i veri angoli di arte balinese si trovano nei villaggi più remoti, non nelle gallerie di Jalan Raya. Mi sembra che tutti vogliano vendere un’esperienza “autentica” ma finiscano per indirizzarci verso gli stessi posti affollati. Sto programmando il mio prossimo viaggio per aprile, quindi cercherò di evitare le mete più commercializzate e puntare su luoghi davvero poco battuti.

Capisco il tuo punto di vista: in primavera le risaie di Tegalalang attirano sempre più viaggiatori, quindi è più difficile trovare tranquillità. Personalmente ho provato a partire un paio di giorni prima di Pasqua e ho trovato un piccolo sentiero meno battuto, dove la vista è altrettanto suggestiva ma senza la folla. Se cerchi arte autentica, ti consiglierei di visitare i villaggi di Celuk e Mas, dove gli artigiani lavorano ancora in modo tradizionale e i prezzi sono più ragionevoli rispetto alle gallerie turistiche. In ogni caso, un po’ di flessibilità negli orari di visita può fare la differenza.

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Mi spiace, ma trovo che la descrizione della low‑cost a Ubud sia un po’ troppo ottimistica: le warung a due passi dal mercato serale sono davvero convenienti, però molti di loro hanno già inserito menù “fusion” per accontentare i turisti, quindi il gusto autentico balinese è più difficile da trovare. Quando sono stato a Bali in primavera, ho scoperto che i migliori satay e nasi goreng si gustano nei piccoli villaggi di Penestanan, dove i cuochi usano ancora spezie locali e non aggiungono ingredienti occidentali. Anche le risaie di Tegalalang, sebbene incantevoli, erano già affollate al mattino, perciò ti consiglierei di alzarti all’alba o di noleggiare una bicicletta e dirigerti verso le risaie meno conosciute di Campuhan. Ho provato un workshop di cucina in una casa di famiglia a Ubud e, a 15 € a persona, ho imparato a preparare il pepes ikan con tecniche tradizionali, un’esperienza molto più autentica rispetto ai corsi turistici in hotel. Dal punto di vista di un milanese, apprezzo di più l’opportunità di mangiare in strada, perché il ritmo più veloce e il contatto diretto con i venditori rendono il cibo più genuino. Se vuoi davvero risparmiare, porta con te una borraccia e scegli i mercati mattutini: i prezzi sono più bassi e la qualità più fresca. In conclusione, la primavera è il momento ideale per esplorare Bali senza le folle estive, ma occorre saper scappare dai luoghi più battuti e cercare i piccoli angoli dove la tradizione resta intatta.