Picos de Europa in primavera: sentieri, valli e panorami
I Picos de Europa in primavera offrono sentieri, valli e panorami che si aprono tra i fiori di campo e le nebbie leggere. Da Firenze la partenza avviene solitamente con un volo verso la costa settentrionale, sceltasi l’aeroporto di Santander o di Oviedo, per poi proseguire in treno o in autobus verso la città di Llanes e, da lì, in bus regionale fino a Cangas de Onís, porta d’ingresso ai parchi. Chi preferisce la libertà di muoversi su strade panoramiche opta per il noleggio di un’auto, così da poter accedere anche ai sentieri più remoti senza dipendere dagli orari dei mezzi pubblici.
Il budget varia a seconda delle scelte: il viaggio può rimanere economico se si sceglie l’ostello a Cangas de Onís, si usa il trasporto pubblico e si prepara il pranzo con prodotti locali; una sistemazione di media categoria, con qualche notte in rifugio di montagna, porta il conto in una fascia media; per chi desidera hotel di charme a Covadonga e guide private, il costo si sposta verso il segmento più caro.
Il periodo consigliato per visitare è la primavera, quando la fioritura dei prati alpini tinge di verde le valli e le temperature sono miti, ideale per percorrere i sentieri di la Ruta del Cares, la ascensione al Naranjo de Bulnes e le passeggiate nella valle di Liébana. Con calma, quattro‑cinque giorni permettono di esplorare i punti più iconici e di concedersi una giornata di trek più lungo senza fretta.
Tra le esperienze imperdibili c’è il passaggio sul ponte di la Reineta, con vista sul lago di Enol, e la visita al santuario di Covadonga, dove la leggenda si mescola al canto degli uccelli. Da non trascurare è l’escursione al lago di Becerro, accessibile solo a piedi, dove la quiete è rotta solo dal mormorio dell’acqua.
Da evitare sono i sentieri poco segnalati nella zona di Bulnes durante le prime settimane di aprile, quando la pioggia può rendere scivolosi i tratti rocciosi e le guide locali segnalano chiusure temporanee. Inoltre, la rete di ristoranti in alta montagna è limitata: è meglio portare con sé snack nutrienti e una borraccia filtrante per l’acqua dei ruscelli, risorsa spesso sottovalutata nelle guide tradizionali.
Un consiglio pratico, poco citato nei manuali, è quello di prenotare una notte in una delle case rurali di Tineo, dove gli abitanti offrono una colazione a base di formaggi affumicati e miele di montagna; il contatto diretto con la gente del posto regala un’intima comprensione della cultura asturiana e la possibilità di ascoltare storie sulle leggende dei picchi, un valore aggiunto per chi viaggia alla ricerca di atmosfere autentiche.