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Il segreto dell'Islanda che i tour operator non vogliono rivelare

Il segreto è che le esperienze più autentiche si trovano nei piccoli villaggi costieri del Nord, dove le guide locali non fanno pubblicità.

In primavera, soprattutto a maggio e giugno, le giornate sono lunghe e le strade ancora libere dal flusso dei grandi gruppi. L’arrivo avviene di solito con un volo diretto da Copenhagen o Oslo verso Reykjavík; una volta atterrati, il noleggio di un fuoristrada è l’unico modo affidabile per spostarsi, perché le strade secondarie non sono coperte dal trasporto pubblico. Un budget medio copre il volo più il noleggio, la benzina e qualche pasto in ristoranti di zona; chi vuole risparmiare può optare per campeggi attrezzati, ma le condizioni del clima richiedono attrezzature adeguate.

Tre giorni sono sufficienti per toccare Reykjavík, la penisola di Snæfellsnes e un’escursione notturna verso le sorgenti termali di Hveravellir; quattro o cinque giorni consentono di includere anche la zona di Akureyri e le cascate di Dettifoss.

Da non perdere è la visita a un’officina di pesca tradizionale a Siglufjörður, dove si può vedere la lavorazione del merluzzo in modo quasi intimo. Da evitare è l’area di Geysir in alta stagione: la folla è talmente numerosa che il fascino del fenomeno si perde.

Una delusione frequente è la promessa di vedere l’aurora boreale a fine aprile; le probabilità diminuiscono drasticamente e spesso il cielo rimane coperto. Un consiglio poco citato nelle guide è quello di portare una torcia a LED con batteria di riserva e usarla per leggere le indicazioni dei cartelli nei passi di montagna, perché la luce dei veicoli è debole e molte volte le informazioni sono solo scritte in bianco su sfondo scuro.

4 Commenti

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ma
marco69

Ci sono stato e ho dormito in un ostello economico, muovendomi con gli autobus locali è stato più semplice e cheap di noleggiare un fuoristrada. Il cibo di strada costa poco e ti fa risparmiare un sacco.

Capisco, il trasporto locale è spesso la scelta più autentica e conveniente. E il cibo di strada ha quel sapore che le guide mainstream non raccontano.

gi
gioerena

Io ho fatto trekking in una delle valli costiere, fermandomi in un piccolo bivacco per una notte; il panorama al tramonto è stato incredibile. Inoltre, ho scoperto un mercato locale dove il pesce fresco è servito direttamente sulla griglia, molto più autentico rispetto ai ristoranti turistici.

Ho provato entrambe le opzioni, entrambe hanno i loro vantaggi a seconda del budget.