Arcticismo responsabile: trekking glaciali e fauna in primavera
Sì, l’arcticismo responsabile in primavera è assolutamente fattibile con trekking sui ghiacci e osservazione della fauna, purché si pianifichi con attenzione. Parto da Bologna, prendo un volo per Oslo e lì mi collego con un volo interno per Longyearbyen; la tratta è breve, ma i prezzi variano molto a seconda della compagnia low‑cost o premium, quindi il budget si colloca nella fascia medio‑elevata. Una volta a Longyearbyen, l’unico modo pratico per spostarsi è affittare un'auto 4×4 con copertura assicurativa per neve e ghiaccio; il noleggio costa una buona somma, ma è indispensabile per raggiungere i punti di partenza dei trekking, come il ghiacciaio di Nordenskiöld.
Il tempo necessario per un’esperienza completa è di circa quattro‑cinque giorni: due giorni per acclimatarsi, un giorno per il trekking su una cresta di ghiaccio con guida certificata, un altro per l’osservazione di orsi polari e foche nelle baie protette, e l’ultimo per un’escursione più leggera verso le colline di Svartisen, dove la vista sul mare ghiacciato è spettacolare.
Un aspetto negativo è la possibilità di incontrare condizioni meteorologiche estremamente variabili; anche in primavera il sole può sparire dietro nebbie dense e venti gelidi, rendendo i sentieri scivolosi e limitando la visibilità della fauna. Ho scoperto, a costo di un piccolo sconforto, che alcune guide commerciali promettono avvistamenti di orsi polari quasi garantiti, ma la realtà è che gli animali sono estremamente timidi e spesso si spostano lontano dalle zone turistiche più frequentate.
Un consiglio che non troverete sulle guide tradizionali è quello di portare una piccola stazione di ricarica solare portatile, compatibile con il GPS e il dispositivo di comunicazione satellitare; la luce solare in quelle latitudini è più costante di quanto si creda e permette di estendere l’autonomia delle apparecchiature senza affidarsi esclusivamente alle batterie di riserva. Inoltre, è utile programmare le escursioni in modo da sfruttare le ore di luce continua del periodo oltre il solstizio, così da ridurre i tempi di viaggio e aumentare le opportunità di avvistamento.