Escursioni primaverili nel Parco di Sarek: trekking selvaggio
Le escursioni primaverili nel Parco di Sarek offrono un trekking selvaggio che non perdona e che richiede un approccio serio. La stagione migliore è aprile, quando la neve ancora ricopre le vette ma i sentieri di valle sono liberi dal ghiaccio e la flora inizia a spuntare. Per arrivarci, il volo più comodo è verso Kiruna, seguito da un treno notturno fino a Gällivare; da lì un minibus locale o un’auto a noleggio porta al punto di ingresso di Stora Sjöfallet, l’accesso più pratico al parco. Il budget cade nella fascia medio: il volo interno costa circa 150 €, il noleggio auto intorno ai 70 € al giorno, mentre i rifugi gestiti dal TGK richiedono una tariffa di 40 € a notte, includendo cena e colazione. Per un’esperienza completa sono necessari cinque giorni: due per l’allenamento e l’acclimatazione, tre per il percorso principale che tocca le valli di Vålåträ, Lånkälven e il lago Akkajaure.
Da non perdere è il bivacco su una roccia a forma di “T”, punto di osservazione privilegiato per il sole di primavera che filtra tra i pini. Un’altra perla è il lago di roccia rossa, poco segnalato ma incredibilmente fotogenico, raggiungibile solo con una deviazione di un chilometro dal sentiero principale. Da evitare sono i sentieri poco marcati vicino al confine svedese‑norvegese: le indicazioni sono sparse e la navigazione diventa un labirinto di tronchi caduti. Inoltre, la presenza massiccia di mosche di primavera può trasformare un’escursione tranquilla in una lotta continua contro punture fastidiose; un repellente a base di citronella non basta, è meglio optare per una maschera a rete fine.
Un aspetto negativo è la carenza di punti di rifornimento: i piccoli negozi di Gällivare chiudono presto e non esistono distributori nel parco, quindi ogni litro di acqua deve essere trasportato fin dal punto di partenza. Un consiglio fuori dalle guide è di scaricare il file GPX del percorso “Sarek Spring Loop” da una community locale di hiker e di caricarlo su un orologio GPS con batteria di riserva; così, anche se i cartelli sono sbiaditi, il tracciato rimane visibile e si evita di perdersi nelle zone più remote. In sintesi, la sfida è reale, il paesaggio è incontaminato, ma la preparazione deve essere impeccabile per non trasformare il sogno in delusione.