Sarek, Svezia: aurore boreali, laghi turchesi e trekking selvaggio
Sarek è la destinazione perfetta per chi vuole unire aurora boreale, laghi turchesi e trekking selvaggio.
Come arrivare: volo Milano‑Kiruna, poi treno o bus per Jokkmokk. Da lì, autobus locale o noleggio 4×4 fino al punto di ingresso a Kvikkjokk. Muoversi all’interno del parco è solo a piedi o con slitta trainata da cani se si vuole sperimentare il vero arctic style.
Tempo consigliato: almeno cinque giorni di trekking per coprire le principali vallate, più una notte dedicata all’attesa dell’aurora, quindi un minimo di sette notti complessive.
Budget: medio‑alto, considerando trasporto aereo, noleggio veicolo, guide alpine e pasti deperibili. Per chi vive con zaino e tende, è possibile ridurre i costi scegliendo ostelli a Jokkmokk e riducendo il numero di guide.
Giorno 1 – Arrivo a Kiruna, treno per Jokkmokk, pernottamento in hostel. Preparazione equipaggiamento, rifornimento di cibo liofilizzato.
Giorno 2 – Bus mattutino per Kvikkjokk, cammino verso la prima tenda sul lago Rätasjön. Passeggiata serale sul ghiaccio; possibilità di vedere l’aurora se il cielo è limpido.
Giorno 3 – Trek verso la valle di Laita, attraversamento di un ponte di legno sopra un lago turchese. Fotografia delle formazioni rocciose, rifornimento di acqua da sorgenti naturali.
Giorno 4 – Escursione al Monte Sarek, salita impegnata con vista panoramica su ghiacciai. Ritorno al campo base per cena calda e racconti attorno al fuoco.
Giorno 5 – Giornata di sentiero più tranquillo lungo il fiume, osservazione di linci e diikta. Serata dedicata al monitoraggio delle previsioni aurorali.
Giorno 6 – Rientro a Kvikkjokk, bus per Jokkmokk, ultima notte in città.
Giorno 7 – Treno per Kiruna e volo di ritorno a Milano.
Negativo: la segnaletica è quasi inesistente; senza una guida esperta è facile perdersi in una zona dove le condizioni meteo cambiano in un attimo.
Consiglio fuori dalle guide: chiedere a un pescatore locale di Kvikkjokk una mappa disegnata a mano delle vie di accesso ai laghi nascosti; spesso questi tratti non compaiono nei percorsi standard e permettono di scoprire acque più trasparenti e silenziose.