Il mistero delle aurore nella landa lunare dell'Islanda
Le aurore nella landa lunare dell’Islanda sono uno spettacolo reale, non un mito da raccontare solo nei blog di viaggio. Io le ho osservate per la prima volta in una notte di fine inverno, quando il cielo era così scuro da far sembrare l’intero paesaggio un’altra dimensione. Per chi vuole pianificare il viaggio, la stagione migliore va da fine ottobre a marzo; in questo periodo le ore di buio sono sufficienti e le attività solari sono al picco.
Arrivare parte da Firenze con un volo diretto verso Reykjavik, spesso con una sosta in una capitale europea; l’aeroporto è ben collegato con i servizi di autobus e con la rete di noleggio auto. Io ho scelto un 4×4 medio‑budget, indispensabile per le strade di gravina che conducono alla zona di Landmannalaugar, conosciuta proprio per il suo aspetto lunare. Dopo aver ritirato l’auto, il percorso prosegue lungo la Ring Road fino al punto di partenza del F-roads, da dove si entra con il veicolo a trazione integrale.
Il budget varia: per un viaggio economico basta dormire in ostelli o in rifugi gestiti da volontari, cucinare in autonomia e limitare le attività a quelle gratuite; questo porta il costo totale a intorno ai 800‑900 euro per una settimana. Un’opzione medio si sposta su piccoli hotel di campagna e qualche tour guidato, arrivando a circa 1500 euro. Per chi vuole il massimo comfort, includendo boutique hotel e escursioni private, il prezzo supera i 2500 euro.
Il tempo consigliato è di cinque giorni: due per raggiungere la zona e acclimatarsi, due per le notti di osservazione aurorale e una giornata di esplorazione dei paesaggi vulcanici. Una delle cose da non perdere è la visita al campo di lava di Eldhraun al tramonto, quando le ombre accentuano le forme ondulate.
Da non perdere è anche la sosta al piccolo villaggio di Hveravellir, dove si può fare un bagno in una sorgente geotermica naturale; è un’esperienza che le guide tradizionali raramente menzionano. Tuttavia, una delusione comune è la chiusura dei F-roads per neve anche a febbraio; ho trovato la strada bloccata nonostante le previsioni fossero ottimistiche, costringendomi a tornare a Reykjavik e a perdere una notte di osservazione.
Un consiglio che non trovo su nessuna guida: portare una torcia a luce rossa e una tenda leggera per creare un piccolo “osservatorio” personale sul lato della strada, così da non disturbare l’ambiente e ridurre il consumo di batteria della fotocamera. Inoltre, scaricare l’app locale “Vedur” permette di ricevere avvisi in tempo reale sul livello di nuvolosità e sulle probabilità di aurora, molto più preciso dei siti internazionali. Con questi accorgimenti, la landa lunare si trasforma da meta di nicchia a vero paradiso per gli amanti del cielo notturno.