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Road trip in Islanda: geyser, vulcani e luci dell’aurora

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benny75

Un road‑trip in Islanda per ammirare geyser, vulcani e le luci dell’aurora boreale è assolutamente realizzabile in due‑settimane, soprattutto se si parte in primavera quando le giornate si allungano e le temperature rimangono gestibili. Scrivo da Firenze, dove i colleghi viaggiatori spesso chiedono consigli pratici su itinerari lunghi, e cerco di dare un quadro completo senza scivolare su formule di marketing.

Quando andare: la primavera, in particolare aprile e maggio, offre un compromesso ideale. Le strade sono ancora in gran parte libere dalla neve, i campi di fiori cominciano a sbocciare lungo la costa sud, e le notti sono abbastanza scure da dare possibilità di vedere l’aurora, pur restando abbastanza calde da non dover affrontare abbigliamento da alpinismo estremo. È importante controllare il calendario delle attività vulcaniche: alcuni crateri sono chiusi al pubblico durante le eruzioni, ma la maggior parte dei luoghi di interesse resta accessibile con la dovuta cautela.

Come arrivarci e muoversi: il punto di ingresso più semplice è Reykjavik, servita da voli diretti da diverse capitali europee. Da Firenze è consigliabile prendere un volo con scalo a Copenhagen o Amsterdam; le compagnie low‑cost offrono tariffe competitive in primavera. Una volta atterrati, la soluzione più flessibile è noleggiare un’auto. Per affrontare le strade di montagna nella zona di Landmannalaugar o le sezioni più remote del Ring Road è consigliato un veicolo a trazione integrale, soprattutto perché le condizioni del manto stradale possono cambiare rapidamente con piogge improvvise. Il costo del noleggio varia: per un’auto di media cilindrata si parte da 70 € al giorno (budget medio), mentre un 4×4 di fascia alta supera i 120 €. Le compagnie islandesi includono l’assicurazione base, ma conviene aggiungere la copertura “super‑CDW” per evitare spese impreviste.

Quanto si spende in generale: il budget complessivo dipende dallo stile di viaggio. Per chi predilige ostelli, campeggi e cucina autonoma il costo totale per due settimane si aggira intorno a 1500 €, rientrando nella categoria economica. Un approccio medio, con hotel a tre stelle, qualche ristorante di pesce e noleggio auto 4×4, porta il totale a circa 2500‑3000 €, mentre chi desidera boutique hotel, guide private e esperienze come escursioni su ghiacciaio in elicottero arriva a superare i 5000 €, collocandosi nella fascia cara. Il carburante è una voce significativa: percorrere l’intero Ring Road richiede circa 2500 km, con un consumo medio di 8 l/100 km, il che si traduce in un costo di circa 300 € a rifornimento, da pianificare con attenzione perché le stazioni sono scarse nelle zone più isolate.

Cosa non perdere: il Grande Geysir e Strokkur nel Parco Nazionale di Þingvellir, dove il getto d’acqua sale fino a 20 m ogni pochi minuti; il vulcano attivo di Fagradalsfjall, accessibile tramite un sentiero ben segnalato, offre l’opportunità di osservare colate di lava in sicurezza; la laguna di Jökulsárlón, dove iceberg galleggiano in acque turchesi e le luci dell’aurora si riflettono sul ghiaccio, creando un’atmosfera quasi surreale. Un’altra tappa obbligatoria è il villaggio di Vík, con la sua spiaggia di sabbia nera e le imponenti colonne basalti di Reynisfjara. Per chi ha tempo, una deviazione verso le Highlands, in particolare Landmannalaugar, aggiunge colori geologici unici e sentieri di trekking meno battuti.

Cosa evitare: non sottovalutare le lunghe distanze senza servizi. In alcune tratte tra Höfn e Egilsstaðir, le stazioni di servizio sono distanti più di 200 km; rifornire il serbatoio a un punto di sosta più vicino è una buona abitudine, altrimenti si rischia di restare a secco in una zona dove l’assistenza è limitata. Un altro inconveniente è l’affollamento dei punti di osservazione dell’aurora nei mesi di picco, soprattutto attorno a Reykjavik. Benchè il fenomeno sia spettacolare, l’attesa in fila per trovare una buona posizione può diventare frustrante.

Un consiglio specifico poco menzionato nelle guide: prima di partire, scaricare l’app “Vegagerðin” (l’autorità stradale islandese) e impostare le notifiche per le chiusure temporanee delle strade. La rete stradale è mantenuta eccellentemente, ma alcune sezioni possono chiudersi improvvisamente per lavori di manutenzione o condizioni meteorologiche. Ricevere un avviso in tempo reale permette di riorganizzare l’itinerario senza perdere ore preziose. Inoltre, è utile portare una piccola torcia a LED con batterie di ricambio: gli ospiti dei campeggi spesso trovano le aree comuni poco illuminate, e una torcia leggera facilita le escursioni notturne verso i punti di osservazione dell’aurora.

In sintesi, un road‑trip in Islanda che includa geyser, vulcani e l’aurora è fattibile con una pianificazione attenta, un budget modulabile e la consapevolezza delle sfide logistiche legate alle distanze e al clima. Con la giusta preparazione, chi parte dall’Italia con l’intento di esplorare queste meraviglie troverà un’esperienza indimenticabile, arricchita da paesaggi incontaminati e da una natura che si mostra in tutta la sua potenza.

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