Spagna: 5 giorni di tapas, architettura moresca e flamenco
Sì, cinque giorni a Granada sono più che sufficienti per ingoiare tapas, ammirare l’architettura moresca e lasciarsi travolgere dal flamenco.
La primavera è il periodo ideale: le temperature sono miti, i fiori fioriscono nei giardini dell’Alhambra e le serate sono perfette per le tablao all’aperto. Arrivare è semplice: un volo low‑cost per Malaga, poi un treno AVE fino a Granada (circa 1,5 h) oppure un pullman diretto, più economico ma con qualche stop. Una volta nella città, la rete di autobus urbani è puntuale; per le zone del Sacromonte conviene noleggiare una bici elettrica, così si evita la salita ripida e si risparmia sul taxi.
Il budget dipende dallo stile: con ostelli, tapas bar di quartiere e trasporti pubblici si può star sul “economico” (circa 50‑70 € al giorno); scegliendo hotel di medio livello, ristoranti più raffinati e qualche spettacolo di flamenco più famoso, il “medio” sale a 100‑150 €; per una esperienza “caro” (200 €+), includere hotel boutique con vista sull’Alhambra e cene gourmet.
Cosa non perdere: la visita guidata mattutina dell’Alhambra (prenotazione obbligatoria), il quartiere Albaicín al tramonto e il tablao “La Alboreá” per un flamenco autentico.
Da evitare: i bar di tapas lungo la calle Navas durante l’ora di punta, dove i prezzi gonfiano e le code si trasformano in una piccola fila di carovana.
Un’idea che le guide non menzionano: comprare il biglietto per l’Alhambra il giorno successivo a quello di arrivo; la prima mattina il sito è quasi vuoto e si riesce a vedere la parte dei Palacios Nasriden senza la folla.
In totale, cinque giorni bastano per coprire i principali monumenti, fare due serate di flamenco e assaggiare almeno una dozzina di tapas diverse, senza correre troppo. ♂