Qual è il miglior mix di mare e tradizione pasquale in Sicilia?
Il miglior mix di mare e tradizione pasquale in Sicilia è la zona di Cefalù unita a una gita di un giorno alle Isole Eolie, dove il pesce appena pescato incontra le processioni e i dolci tipici della Settimana Santa. Parto solitamente da Milano con un volo per Palermo; dall’aeroporto è comodo prendere il treno regionale verso Cefalù, poi un breve tragitto in autobus fino al porto di Milazzo per le Eolie. Con un budget medio, le spese si distribuiscono tra un alloggio in B&B nel centro storico, qualche cena di pesce in trattorie a base di sardine e ricci, e i biglietti del traghetto per Lipari, dove si può partecipare alla messa di Pasqua sulla piazza del Duomo. Per assaporare sia il litorale che le tradizioni religiose servono quattro‑cinque giorni, così da avere tempo per il pranzo di Pasqua a base di “caponata di mare” a Cefalù, la visita ai laboratori di pasticceria che preparano le “cuddure” di Pasqua, e la scoperta dei villaggi di pescatori sulle Eolie.
Un aspetto negativo è la forte affluenza di turisti durante il ponte di Pasqua, che rende difficile trovare tavoli liberi nei ristoranti più rinomati e fa lievitare i prezzi dei piatti di pesce. Inoltre, il servizio di traghetti può subire ritardi a causa del vento, costringendo a riorganizzare il programma.
Un consiglio che non compare nelle guide turistiche è di non perdere la “Messa del Lunedì Santo” celebrata sulla spiaggia di Cefalù, dove il sacerdote benedice il mare e i pescatori. Dopo la cerimonia, la piccola panetteria “Luigi e Rosa” nel vicolo del Borgo Vecchio apre una finestra per vendere le “cuddure” appena sfornate, ancora calde, un vero tesoro per chi vuole assaporare la Pasqua siciliana lontano dalle folle.