Quali segreti scopri nella Cartagena coloniale di primavera?
Nella Cartagena coloniale di primavera si scoprono piccoli angoli di vita quotidiana nascosti dietro le colorate facciate dei palazzi, come il cortile interno di una casa coloniale trasformata in caffè per artisti locali. Il budget è medio: un alloggio in un boutique hotel del centro costa intorno a quattrocento euro a notte, i pasti variano da dieci a trenta euro a persona e i trasporti sono contenuti. Si arriva volando sull’aeroporto di Rafael Núñez, poi si prende un taxi ufficiale o un servizio di ridesharing per la città vecchia; una volta lì, la rete di ciclabili è ottima e la città è facilmente percorribile a piedi o in bici a noleggio, con alcune navette elettriche che collegano le torri di San Felipe con il centro storico. Per assaporare davvero la Cartagena coloniale servono almeno due giorni interi, così da poter esplorare le mura, visitare i musei minori e partecipare a una serata di musica dal vivo in una piazza poco frequentata. Un aspetto negativo è la congestione dei vicoli nella zona di San Diego durante i fine settimana, quando i turisti si accalcano e le strade perdono un po’ del loro fascino originale. Un consiglio che non trovo nelle guide è di fare colazione alle otto di mattina in una panetteria nascosta dietro la Porta del Reloj, dove il pane appena sfornato è accompagnato da una crema di guanábana che solo i residenti conoscono.