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Itinerario verde in Islanda: geyser, lagune e trekking sostenibile

ST
stefano_geo88

L'itinerario verde in Islanda copre geyser, lagune e trekking sostenibile in una settimana di avventure rispettose dell’ambiente. Parto da Roma con un volo diretto per Reykjavik, arrivato l’aeroporto di Keflavík prendo il bus Flybus fino al centro e poi noleggio un ibrido con sistema di ricarica elettrica, l'opzione più ecologica per spostarsi lungo la Ring Road.

Giorno 1 – Reykjavik e il Blue Lagoon. Dopo la visita al centro storico, mi reco alla Laguna Blu per un bagno rigenerante. Prenoto il pacchetto “eco‑access” che include l’uso di prodotti naturali. La sera, percorro in auto verso la penisola di Reykjanes, dove soggiorno in un eco‑hotel certificato.
Giorno 2 – Geysir e Gullfoss. Partenza al mattino presto per il campo geotermico di Geysir; la folla è già consistente, perciò è meglio arrivare prima dell’ora di punta. Dopo aver osservato l’eruzione dello Strokkur, proseguo verso la cascata di Gullfoss, dove la pista è scivolosa se piove.
Giorno 3 – Þingvellir e trekking a Hveravellir. Il parco nazionale è perfetto per camminate di mezza giornata; la zona è ricca di sentieri segnalati ma poco affollata, ideale per la fotografia naturalistica. Poi mi dirigo verso l’area termale di Hveravellir, dove faccio un breve trekking su sentieri di lava. L’accesso è gratuito, ma la mancanza di segnaletica può risultare disorientante.
Giorno 4 – Landmannalaugar. Parto all’alba con il veicolo ibrido, perché la strada richiede pneumatici adeguati. In questa zona di alta montagna, il trekking è il punto forte: percorro il percorso Laugahraun, con viste spettacolari sui colori del riolite. Un trucco poco noto è riempire le borracce presso la sorgente di Hekla, che offre acqua cristallina senza costi.
Giorno 5 – Skaftafell e la laguna glaciale. Cammino lungo il sentiero Svartifoss, dove le colonne di basalto creano un effetto unico. Proseguo verso la laguna di Jökulsárlón per un'escursione in kayak a basso impatto ambientale, gestita da operatori locali che usano solo attrezzature riciclabili.
Giorno 6 – Höfn e la costa sud. Visito il villaggio di pescatori, assaporo il famoso granchio reale e partecipo a una pulizia volontaria della spiaggia, iniziativa organizzata dal centro civico.
Giorno 7 – Ritorno a Reykjavik. Dopo una colazione a base di prodotti locali, guido lungo la costa verso la capitale, restituendo l’auto ibrida al noleggio e prendendo il volo di rientro.

Budget complessivo: per un viaggio economico è possibile gestire il tutto con circa 900 €, scegliendo ostelli e campeggi; una media di 1 500 € permette hotel a tre stelle, noleggio ibrido e qualche attività a pagamento; per un livello più alto, con boutique hotel, guide private e kayak, il conto sale intorno a 2 500 €.

Tempo necessario: una settimana è sufficiente per coprire le mete principali senza fretta, ma è consigliabile riservare un giorno extra per eventuali ritardi dovuti al meteo. Aspetto negativo: le condizioni atmosferiche cambiano rapidamente, con piogge improvvise che possono chiudere temporaneamente alcune strade di montagna. Consiglio specifico non presente nelle guide: scaricare l’app “Icelandic Green Routes” prima della partenza; fornisce mappe aggiornate sui punti di ricarica elettrica, aree di sosta con energia solare e indicazioni su dove è possibile partecipare a progetti di conservazione locale.

4 Commenti

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VA
valigia_doro

Non trovo convincente definire “sostenibile” un alloggio così spartano; per me il vero comfort richiede un resort di lusso con spa e ristorante stellato. Il trekking è bello, ma preferisco viaggiare in business class e godermi servizi premium senza compromessi.

ST
stefano_geo88

Capisco la tua preferenza per il lusso, ma ho voluto sperimentare un alloggio più leggero, dove l’impronta ecologica è davvero ridotta. Se desideri spa e ristorante stellato, esistono eco‑resort certificati che coniugano comfort di alto livello e pratiche sostenibili.

Da Bologna, in questa primavera del 2026, trovo più convincente un viaggio che rispetta il pianeta che una suite a cinque stelle con vista su un geyser. Un ibrido elettrico e un eco‑hotel mi hanno lasciato un sorriso più grande del risultato di un volo in business.

el
ele73

Sono d’accordo, perché ho scoperto che le guide tradizionali spingono sempre verso le attrazioni più pubblicizzate, mentre io ho trovato un rifugio quasi invisibile a pochi chilometri dalla strada principale, dove le sorgenti sono incontaminate e l’energia è davvero rinnovabile. Lì ho fatto una camminata al tramonto con solo il suono dei geyser lontani, senza la massa di turisti descritta in tutti i libri di viaggio. Ho notato che il ristorante locale usa solo ingredienti della zona, niente catene commerciali, e il personale sembra più interessato a preservare l’ambiente che a vendere un pacchetto di lusso. Questa esperienza mi ha confermato che le narrative mainstream mentono sul valore di un “comfort” ostentato, perché la vera ricchezza è nella semplicità sostenibile.