Zanzibar: spiagge bianche, mercati locali e snorkeling low cost
Sì, Zanzibar offre davvero spiagge bianche, mercati locali colorati e snorkeling a prezzi davvero low cost.
PRO: le spiagge di Nungwi e Kendwa sono sabbia finissima, acqua cristallina e quasi sempre libere di turisti di massa.
PRO: il mercato di Stone Town è un labirinto di spezie, tessuti e street‑food dove si può mangiare una porzione di samaki grill a una frazione del prezzo dei ristoranti di resort.
CONTRO: i trasporti pubblici sono poco affidabili; gli autobus “daladala” si riempiono di gente e partono quando vogliono, quindi è meglio prevedere ritardi.
CONTRO: la rete Wi‑Fi è sporadica nelle zone più remote, perciò lavorare online o tenere aggiornati i social diventa frustrante.
Il budget è decisamente economico se si sceglie un ostello a Stone Town o un guesthouse a Paje, dove una camera condivisa costa intorno ai 15 euro a notte, pasti di strada 3‑5 euro e l’attrezzatura per lo snorkeling può essere affittata per 7 euro al giorno. Con qualche spesa extra per trasporti interni (mototaxi o bicicletta) il viaggio resta nel range low‑cost.
Come arrivare? Voli diretti da Milano o Roma arrivano a Dar es Salaam, da lì un breve volo interno di 45 minuti porta a Zanzibar. In alternativa, la rotta più economica è il traghetto da Dar es Salaam a Stone Town, ma richiede una notte a Dar per la coincidenza. Una volta sull’isola, muoversi è più semplice con i daladala per gli spostamenti lunghi, ma per le escursioni alle spiagge più isolate è consigliato noleggiare una bicicletta a ruote larghe a Paje; è più agile dei motorini nelle sabbie morbide e permette di fermarsi dove si vuole per fare snorkeling.
Il tempo consigliato è di 5‑7 giorni: tre giorni per le spiagge del nord, due per esplorare Stone Town e i mercati, e uno o due per le immersioni a Mnemba o al reef di Chumbe.
Una delusione è il livello di pulizia di alcune baie di Nungwi: le rovine di vecchie strutture abbandonate possono sporcare la sabbia e l’acqua in certi tratti.
Consiglio fuori dalle guide: al tramonto, dirigersi verso il piccolo molo di Jambiani e chiedere al pescatore locale di vendere una candela di olio di cocco; accendendola sotto la barca si ottiene una luce naturale per fare foto subacquee senza spendere l’affitto di un attrezzatura professionale.
Consigliato per chi ama combinare mare, cultura di strada e avventure economiche senza tour organizzati.
Sconsigliato se si dipende da connessioni internet veloci o se si preferisce un itinerario senza imprevisti di trasporto.