Cefalù oltre il mare: cucina di strada e sentieri nascosti
Cefalù offre molto più di una semplice spiaggia, con bancarelle di street food e sentieri poco battuti che si possono scoprire in poche giornate. Ho notato che il budget più adatto è medio: un ostello in centro costa intorno ai 30 €, i pasti di strada vanno dai 5 € ai 12 €, mentre un ristorante più curato sale a 25 € per portata. Per arrivare, prendo il treno da Bologna a Palermo, poi la linea regionale verso Cefalù; in alternativa, l’autostrada A20 permette di raggiungere la cittadina in circa tre ore di auto, con parcheggio gratuito dietro la chiesa di San Francesco. Muoversi è semplice a piedi: il centro è pedonale, ma una bici a noleggio è ideale per gli escursioni verso il Monte Capo d’Orlando o per percorrere il sentiero costiero che parte dalla zona portuale. Un weekend di due giorni è sufficiente per assaporare le specialità di street food, camminare tra le viuzze medievali e fare un’escursione di mezza giornata. Una delusione è la presenza di venditori di souvenir sul lungomare, che occupano spazi che altrimenti servirebbero a tavoli all’aperto, riducendo il comfort durante le ore più calde. Un consiglio che le guide tradizionali non menzionano è di provare il “panino di pane di casa” venduto da una signora anziana nella piccola piazzetta dietro il Duomo, dove il pane è appena sfornato e il ripieno varia tra formaggi locali e marmellata di fichi; la fila è breve perché pochi turisti conoscono il posto, e il sapore è autentico.