Quali lagune termali segrete esplorare in Islanda in aprile?
Le lagune termali più segrete da esplorare in Islanda ad aprile sono la laguna di Hveravellir, la piccola sorgente di Grjótagjá vicino a Mývatn e la piscina naturale di Seljavallalaug, tutte raggiungibili solo percorrendo sentieri poco segnati fuori dai percorsi turistici più battuti.
Il budget si colloca nella fascia medio‑elevata: il volo verso Reykjavik da Roma costa intorno ai 200‑300 €, il noleggio di un 4×4 per quattro giorni si aggira sui 350 €, mentre l’alloggio in guesthouse o cottage rurali oscilla tra i 70 e i 120 € a notte. Con qualche risparmio su pasti self‑catering il costo complessivo per una breve avventura di quattro giorni si mantiene intorno ai 900‑1100 €.
Per arrivare è consigliabile volare sull’aeroporto di Keflavík, prendere il Flybus o un servizio di transfer fino al centro di Reykjavik e, da lì, noleggiare il veicolo. Le strade dell’interno, in particolare la F‑35 verso Hveravellir, sono spesso coperte da neve residua; un 4×4 con pneumatici invernali è quasi indispensabile. Una volta sul posto, la mobilità avviene a piedi: i sentieri verso le sorgenti sono brevi ma richiedono scarponi da trekking impermeabili e bastoncini per la stabilità su terreno ghiacciato.
La visita completa richiede almeno tre giorni interi: un giorno per Hveravellir, un altro per Grjótagjá e l’ultimo per Seljavallalaug, includendo i tempi di viaggio tra le zone. È possibile comprimere il tutto in due giorni, ma le condizioni meteorologiche variabili rendono gli spostamenti più lenti del previsto.
Un aspetto negativo è la scarsa segnaletica; molte delle tracce sono segnalate solo da piccoli segni di pietra, il che può trasformare una semplice camminata in un’escursione più impegnativa, soprattutto se la visibilità è ridotta da nebbia o pioggia fine. Inoltre, le sorgenti più isolate non dispongono di spogliatoi: è necessario portare un asciugamano di microfibra e un sacchetto impermeabile per i propri effetti personali.
Un consiglio poco citato nelle guide è quello di portare una piccola pompa a mano a pistone: riempiendo la vasca di Hveravellir con acqua di fusione appena sciolta si ottiene un effetto termale più intenso, perché l’acqua fresca si mescola con il vapore geotermico creando una sensazione di calore più avvolgente. Ho provato questa tecnica a Seljavallalaug e ho notato che la temperatura rimane stabile più a lungo, permettendo di godere della sauna naturale anche quando il sole scarseggia.