Catania in aprile: street food, vulcano e mercati nascosti
Catania in aprile è perfetta per chi vuole mangiare street food, stare vicino al vulcano e scoprire mercati che non compaiono nelle guide. Io ho deciso di partire dalla treno di Bologna, perché è il modo più economico e comodo: un Intercity diretto arriva a Napoli, da lì un Frecciargento a Catania in poche ore, e con lo sconto early‑bird per la prenotazione online il biglietto resta intorno ai 40‑50 euro. Una volta in città la rete di autobus urbani è abbastanza capillare, ma io preferisco la bici a noleggio (circa 8 euro al giorno) per girare intorno al centro storico e risparmiare sul taxi.
Il tempo ideale per spazzolare il must di aprile è di tre‑quattro giorni. Il primo giorno è dedicato al centro: la Piazza del Duomo, la Cattedrale e la Via Etnea con le sue pasticcerie. Poi, senza perdere tempo, prendo il bus 734 o il mini‑treno della Catania‑Etna Park per arrivare alla base del vulcano. Il sentiero di salita è ben segnalato, ma la vista dal Rifugio Sapienza è il vero premio per chi ha la stamina di camminare almeno 2 ore. Il secondo giorno è tutto street food: arancini croccanti al ragù, cartocci di cipolla fritta, granita di pistacchio, tutto da trovare nei chioschi di Via della Repubblica. Il terzo giorno mi dedico ai mercati nascosti: il Mercato del Pesce dopo le 21 è quasi vuoto, ma i pescivendoli lasciano gli avanzi di spigola e calamari che i locali trasformano in ottimi panini con limone. Un altro posto poco citato è la piccola banca di via Umberto I, dove un anziano vende arancini ripieni di melanzane e ricotta, una combinazione che non trovi nei menu turistici.
Il lato negativo è il traffico caotico intorno al porto e la puzza di mare che può diventare opprimente nelle giornate di vento. Inoltre, la segnaletica in inglese è scarsa, quindi è meglio avere una mappa offline sul cellulare. Un consiglio che non trovi nei libri: la domenica mattina alla frazione di San Giovanni la Punta c’è una piccola festa di strada dove i contadini vendono pistacchi freschi direttamente dal campo e, se arrivi presto, riesci a fare colazione con una granita di pistacchio che vale più di un caffè in centro. In pratica, alzarsi all’alba e prendere il bus locale verso San Giovanni ti regala un’esperienza autentica senza spendere un capitale.