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Catania in aprile: street food, vulcano e mercati nascosti

ma
marco69

Catania in aprile è perfetta per chi vuole mangiare street food, stare vicino al vulcano e scoprire mercati che non compaiono nelle guide. Io ho deciso di partire dalla treno di Bologna, perché è il modo più economico e comodo: un Intercity diretto arriva a Napoli, da lì un Frecciargento a Catania in poche ore, e con lo sconto early‑bird per la prenotazione online il biglietto resta intorno ai 40‑50 euro. Una volta in città la rete di autobus urbani è abbastanza capillare, ma io preferisco la bici a noleggio (circa 8 euro al giorno) per girare intorno al centro storico e risparmiare sul taxi.

Il tempo ideale per spazzolare il must di aprile è di tre‑quattro giorni. Il primo giorno è dedicato al centro: la Piazza del Duomo, la Cattedrale e la Via Etnea con le sue pasticcerie. Poi, senza perdere tempo, prendo il bus 734 o il mini‑treno della Catania‑Etna Park per arrivare alla base del vulcano. Il sentiero di salita è ben segnalato, ma la vista dal Rifugio Sapienza è il vero premio per chi ha la stamina di camminare almeno 2 ore. Il secondo giorno è tutto street food: arancini croccanti al ragù, cartocci di cipolla fritta, granita di pistacchio, tutto da trovare nei chioschi di Via della Repubblica. Il terzo giorno mi dedico ai mercati nascosti: il Mercato del Pesce dopo le 21 è quasi vuoto, ma i pescivendoli lasciano gli avanzi di spigola e calamari che i locali trasformano in ottimi panini con limone. Un altro posto poco citato è la piccola banca di via Umberto I, dove un anziano vende arancini ripieni di melanzane e ricotta, una combinazione che non trovi nei menu turistici.

Il lato negativo è il traffico caotico intorno al porto e la puzza di mare che può diventare opprimente nelle giornate di vento. Inoltre, la segnaletica in inglese è scarsa, quindi è meglio avere una mappa offline sul cellulare. Un consiglio che non trovi nei libri: la domenica mattina alla frazione di San Giovanni la Punta c’è una piccola festa di strada dove i contadini vendono pistacchi freschi direttamente dal campo e, se arrivi presto, riesci a fare colazione con una granita di pistacchio che vale più di un caffè in centro. In pratica, alzarsi all’alba e prendere il bus locale verso San Giovanni ti regala un’esperienza autentica senza spendere un capitale.

4 Commenti

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pr
prenoto_male54

Ho provato il cicloturismo al mercato serale: le arancine sono fuori dal comune.

be
benny79

Lì ho scoperto un venditore di arancine al pistacchio, davvero unico.

ma
marco69

Grazie, benny! Se incappi in altri street‑food fuori dal comune, segnala pure, così li aggiungo al mio itinerario.

be
bea95

Adoro il mix di sapori e pedalare tra i profumi delle bancarelle.