Sicilia in primavera: gole dell'Alcantara, trekking e limoni
La Sicilia in primavera è perfetta per le gole dell’Alcantara, trekking e limoni. Parto ogni anno dal centro di Bologna con un treno verso Catania, cambio per la linea regionale che scende a Giarre e da lì prendo il bus locale diretto alle gole; in alternativa, il noleggio di una macchina è comodo ma richiede parcheggio anticipato, perché il parcheggio ufficiale si riempie già a metà mattina. Il budget si colloca nella fascia medio: il treno costa circa 45 €, il bus 5 €, l’ingresso al parco 8 €, più qualche spesa per un panino e una limonata fresca. Per vivere l’esperienza senza fretta servono almeno 6‑8 ore, meglio dividere il trekking in due tappe: la passeggiata lungo il fiume, poi la discesa verso la zona più fresca dove l’acqua scivola tra le rocce. Un difetto evidente è la segnaletica poco chiara nei tratti più ripidi; è facile perdersi se non si porta una mappa cartacea, perché il segnale GPS si interrompe appena si entra nella gola.
Un trucco che le guide non menzionano è portare un sacchetto di plastica per coprire le scarpe prima di attraversare i passaggi più umidi: così si evita l’acqua fredda che entra dentro le calzature e si mantiene il piede asciutto, utile soprattutto quando il torrente è più gonfio dopo le piogge di aprile. Inoltre, prima di partire, è buona idea fermarsi al mercato di Acireale per comprare limoni acerbi a buon prezzo; una spremuta fresca in cima al ponte di pietra è il modo migliore per festeggiare la fine del trekking. In sintesi, con un po’ di organizzazione e una scarpa adatta, la primavera siciliana regala un mix di avventura, paesaggi spettacolari e profumo di agrumi che resta in bocca per giorni. ♂