Cefalù weekend: scogliere, cucina siciliana e tramonti d’aprile
Cefalù è la meta ideale per un weekend di aprile: scogliere a picco sul mare, piatti tipici che profumano di limone e mandorla, e tramonti che si accendono di rosso sopra la Rocca.
Il periodo migliore è la prima metà di aprile, quando le temperature oscillano tra i 18 e i 22 gradi e la folla dei turisti estivi non ha ancora invaso la città. Si parte da Catania con il treno regionale: la tratta Catania‑Palermo impiega circa due ore e la fermata a Cefalù è a pochi minuti a piedi dal centro storico. In alternativa, l’autobus diretto dalla stazione di Catania è poco più costoso ma impiega quasi tre ore, e il biglietto si trova facilmente online o alla biglietteria. Per chi preferisce la libertà di un’auto, la A20 collega Catania a Cefalù in circa un’ora e mezza; una volta arrivati, il parcheggio fuori dalle mura è a pagamento ma ben segnalato.
Il budget si colloca nella fascia medio: un pernottamento in un B&B tipico costa tra i 70 e i 100 euro per notte, i pasti variano da 10 euro per una “pasta alla Norma” in una trattoria di zona a 30 euro per una cena a base di pesce fresco sulla terrazza del porto, e i trasporti pubblici sono contenuti. Con un po’ di flessibilità, è possibile scendere a un’opzione economica scegliendo ostelli o dormitori condivisi, anche se la qualità delle camere può risentirne.
Per esplorare il luogo con calma servono due giorni interi. Il primo è dedicato alla visita del Duomo, alla passeggiata lungo la Cala del Lido e alla scalata sulla Rocca per una vista panoramica. Il pomeriggio è perfetto per una sosta al mercato del pesce, dove si può assaggiare il “caponata di scampi” appena pescati. Il secondo giorno è riservato alle scogliere di Mazzaforno: una breve escursione in barca, organizzata da un pescatore locale, permette di ammirare le grotte marine più nascoste. Dopo, una camminata lungo il Sentiero degli Azzurri porta a una baia quasi deserta dove è possibile fare snorkeling.
Una delusione è rappresentata dalla limitata frequenza dei bus di collegamento verso le spiagge più isolate; l’ultimo ritorno è alle 18, quindi è necessario pianificare il rientro con anticipo. Inoltre, la zona del lungomare può diventare rumorosa durante le serate estive, anche se ad aprile il rumore è più gestibile.
Un consiglio che spesso sfugge alle guide è di chiedere al fornaio del centro storico la “granita d’arancia rossa con pistacchio”. Non è presente nel menù standard, ma viene preparata su richiesta e rappresenta una combinazione di sapori che pochi visitatori scoprono. Un altro trucco è di salire sulla Rocca all’alba: la luce dorata sulle scogliere è un’esperienza che resta impressa più di qualsiasi foto.