Catania in primavera: lava, arance e street food sotto l'Etna
Catania in primavera è un mix di lava, arance e street food che vale la pena provare.
Il budget si colloca nel medio: un alloggio in centro a due o tre stelle costa circa 60‑80 € a notte, i pasti di strada si aggirano tra 5 e 12 €, mentre una visita guidata sull’Etna può arrivare a 30 € per persona.
L’arrivo più comodo è l’aeroporto di Catania‑Fontanarossa, collegato al centro con l’autobus Alibus (circa 5 €) o con un breve tragitto in taxi. In alternativa, il treno da Napoli o Roma ferma alla stazione di Catania Centrale, da lì le linee urbane coprono la maggior parte dei quartieri; per chi vuole libertà, noleggiare una bici elettrica è divertente e permette di sfuggire al traffico del centro storico.
Per assaporare tutto senza correre, tre giorni sono sufficienti: un giorno per il centro barocco, il mercato del pesce e le arance di via Etnea; il secondo per una mezza giornata sull’Etna con il sentiero “Piano Provenzana” e una sosta al cratere per vedere la lava ancora attiva; il terzo per il tour dei venditori di street food, dal “cannolo siciliano” alle “granita al pompelmo” serviti tra le bancarelle di Piazza Duomo.
Un aspetto negativo è la folla di turisti che riempie il mercato di Via Etnea nel pomeriggio, rendendo difficile trovare un posto dove sedersi e gustare una granita senza sentire il brusio di gruppi di selfie‑maniaci. Inoltre, l’odore di zolfo vicino all’Etna può risultare fastidioso per chi è sensibile.
Un consiglio che non compare nelle guide: svegliarsi presto, verso le 6 am, e dirigersi verso la “Cortile delle Arance” in Via Plebiscito; lì un piccolo bar apre solo a quell’ora e serve succo d’arancia appena spremuto, raccolto direttamente da un orto urbano. Il sapore è incredibilmente fresco e il luogo è quasi deserto, perfetto per una pausa prima di affrontare la calca del centro.